Rafforzare l’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania attraverso il suo riconoscimento, nel prossimo Piano Sanitario Regionale, quale sede della rete formativa della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno. È questa la proposta avanzata da Campus Mediterraneo con il Presidente Gennaro Maione e il coordinatore Domenico Nicoletti, al presidente dei sindaci del Distretto Sanitario 70, Aldo Luongo, e ai primi cittadini aderenti all’organismo.
L’iniziativa nasce anche alla luce delle indicazioni emerse nel recente incontro pubblico di Ascea con il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che aveva ipotizzato un maggiore coinvolgimento del presidio ospedaliero cilentano nelle reti formative universitarie, come possibile risposta alla carenza di personale medico e sanitario.
Campus Mediterraneo ha quindi trasmesso ai sindaci una bozza di atto di indirizzo con l’obiettivo di favorire un percorso istituzionale condiviso. La proposta punta a integrare maggiormente attività assistenziale, didattica e ricerca, valorizzando il ruolo del San Luca all’interno della rete sanitaria territoriale.
Secondo quanto evidenziato nel documento, l’inserimento dell’ospedale vallese nella rete formativa dell’Università di Salerno potrebbe contribuire alla formazione e al reclutamento di nuovi professionisti, rafforzando al tempo stesso i servizi sanitari nell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
La proposta si inserisce nel percorso già avviato dall’ASL Salerno con il potenziamento della rete di prossimità, considerata un’esperienza innovativa nel panorama nazionale. L’obiettivo indicato da Campus Mediterraneo è quello di consolidare questo modello attraverso una più stretta collaborazione tra università, ospedale e territorio.
Nel documento viene inoltre richiamato il modello “One Health Campania”, che mette in relazione salute, prevenzione, ambiente e comunità, e che potrebbe diventare uno degli ambiti di sviluppo della collaborazione tra il San Luca e l’Università.
Campus Mediterraneo, realtà nata con una delibera della Giunta regionale nel 2016 e impegnata negli anni in attività formative, progettuali e di cooperazione con istituzioni e università, chiede ora ai sindaci di valutare e sostenere la bozza di atto amministrativo.
L’iniziativa punta dunque a trasformare l’ipotesi emersa ad Ascea in un percorso concreto, portando all’attenzione della Regione la necessità di rafforzare il ruolo del San Luca non solo come presidio assistenziale, ma anche come luogo di formazione, ricerca e innovazione sanitaria per l’intero territorio cilentano.