Si è svolta ieri una nuova udienza del procedimento che vede coinvolto l’ingegnere ed ex sindaco del Comune di Santa Marina, Giovanni Fortunato, insieme ad altri imputati. Ieri sono stati ascoltati l’ingegnere Vincenzo Rago, consulente della Procura, e l’architetto Pietro Vinci, teste del PM e componente della Commissione per il Paesaggio del Comune di Santa Marina.
Rago ha illustrato le proprie valutazioni sul lotto interessato dall’intervento edilizio. Al centro della sua deposizione e del suo elaborato, le conclusioni che il titolo oggetto del procedimento, rilasciato in favore della Forever Dreamers, andava adottato non nelle forme del permesso diretto, ma con la convenzione di lottizzazione, circostanza che, secondo la Procura, sarebbe avvenuta per intervento del sindaco Fortunato. Secondo il consulente del PM, l’intervento non poteva essere licenziato con il permesso diretto perché l’area Torre Oliva-Crocefisso-Spineto non sarebbe qualificabile come zona urbanizzata, sicché non poteva applicarsi una deroga prevista dal regolamento edilizio del Comune di Santa Marina già dal 1999. Nell’udienza è stata evidenziata dalla difesa e confermata da Rago la presenza, nell’area, delle principali opere di urbanizzazione: viabilità , reti idrica e fognaria, rete elettrica, pubblica illuminazione e fibra, rete del metano, infrastrutture che dimostrerebbero un’ampia e risalente urbanizzazione dell’area.
Il confronto si è concentrato sulla distinzione tra il singolo lotto e la zona urbanizzata nella quale ricade. Secondo quanto previsto dalla norma, come ha evidenziato la difesa, il fatto che un lotto non sia ancora edificato non esclude che possa trovarsi all’interno di un’area già urbanizzata, condizione che consente il ricorso all’intervento diretto.
È stato ricordato che il Comune avrebbe realizzato nel tempo le principali infrastrutture, rendendo urbanizzata la zona nella quale sono rimasti singoli lotti edificabili. La difesa ha richiamato 23 titoli edilizi rilasciati dal 1999 al 2023 nella stessa area e, più in generale, nel territorio comunale con modalità analoghe. Nove di questi sarebbero stati rilasciati fino al 2007 dalla Commissione edilizia presieduta dall’allora sindaco Ezio Montuori.
Al termine dell’esame di Rago, Giovanni Fortunato ha reso dichiarazioni spontanee sull’applicazione della normativa urbanistica relativa alle zone C. L’ex sindaco ha sostenuto che il ricorso all’intervento diretto non sarebbe stato introdotto dalla sua amministrazione, ma sarebbe una modalità applicata nel Comune di Santa Marina già dal 1999, sulla base di criteri consolidati dalle amministrazioni precedenti.
Fortunato ha inoltre richiamato la vicenda del fabbricato in costruzione sul lotto contiguo a quello oggetto della principale contestazione. Secondo la sua ricostruzione, l’immobile avrebbe avuto origine da un titolo edilizio rilasciato nel 2004 a Franco Eboli, durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Giuseppina Castaldo e con la Commissione edilizia presieduta da Ezio Montuori. Gli interventi successivi avrebbero riguardato il completamento di un’opera già autorizzata, senza modifiche alla volumetria assentita.
L’ex sindaco ha sottolineato la necessità di ricostruire l’intera vicenda amministrativa, a partire dal titolo originario e dalle successive fasi di realizzazione e completamento dell’immobile.
Un altro tema ha riguardato gli oneri e le opere di urbanizzazione. La difesa di Fortunato ha sostenuto e dimostrato che, se fosse stata applicata la teoria di Rago, con il rilascio dei titoli attraverso una lottizzazione convenzionata, il Comune avrebbe subito una perdita di circa un milione di euro nel periodo compreso tra il 1999 e il 2022, considerando i 23 titoli richiamati. L’ammanco sarebbe derivato dal mancato versamento degli oneri di urbanizzazione e dall’obbligo, per il Comune, di sostenere la manutenzione delle opere interne ai lotti, ritenute di pertinenza dei privati e dei fabbricati, non di pubblica utilità .
L’ente avrebbe infatti incassato gli oneri, avendo già realizzato a proprie spese le principali infrastrutture, senza assumere la manutenzione delle opere interne ai lotti.
In conclusione, secondo la difesa, se fosse stata adottata la convenzione di lottizzazione, la Forever Dreamers avrebbe versato meno oneri al Comune, con il vantaggio di poter effettuare l’investimento nel corso di 10 anni, termine di efficacia della convenzione di lottizzazione, e non 3, come termine molto più breve invece imposto per il permesso diretto, rilasciato nel caso di specie. E ciò a dimostrare, anche sotto tale profilo, la totale inesistenza di rapporti o corsie preferenziali in favore della società .
È stato poi ascoltato l’architetto Pietro Vinci, che ha ricostruito l’iter seguito dalla Commissione per il Paesaggio. Il progetto, ha spiegato, fu rinviato quattro volte per acquisire integrazioni e chiarimenti e venne approvato soltanto alla quinta valutazione, dopo la trasmissione della documentazione richiesta.
Vinci ha chiarito anche il contenuto di alcune intercettazioni, citate dal PM Lasala, nelle quali aveva utilizzato espressioni dure nei confronti dell’ingegnere Del Verme, spiegando che il Del Verme, al quarto rinvio del progetto da lui chiesto, lo avrebbe sollecitato una sola volta a licenziare l’intervento, per evitare che tornasse di nuovo sulla sua scrivania.
Vinci ha inoltre precisato di non essere mai stato condizionato o obbligato da nessuno nell’espressione dei propri pareri in Commissione, men che meno dall’ing. Fortunato, dal quale non ha mai ricevuto segnalazioni su alcun intervento oggetto di esame da parte della Commissione per il Paesaggio.
Vinci ha infine riferito di conoscere perfettamente l’area Torre Oliva-Crocefisso, nella quale avrebbe ottenuto a sua volta un titolo edilizio nel 2015, sempre in zona C e attraverso l’intervento diretto, e proprio a favore di Tortora Nicola, odierno coimputato, a dimostrazione di una costante uniformità da parte dell’UTC di Santa Marina.
Rispondendo alle domande, ha definito la zona «assolutamente e completamente urbanizzata», sostenendo che considerarla non urbanizzata sarebbe «una grave inesattezza» e smentendo, di fatto, l’assunto dal quale muove l’ing. Rago, consulente della Procura.
L’udienza prevista per il 25 settembre non si terrà a causa dello sciopero degli avvocati. Il processo riprenderà con le udienze fissate per il 5 e il 9 ottobre, durante le quali saranno ascoltati ulteriori testimoni. L’esame dei testi previsti ieri non è stato infatti completato.