Un Premio Nazionale per la Qualità della Vita nelle Aree Protette: è questo l’invito trasmesso dall’Osservatorio dei Parchi del Mezzogiorno (OPM) diretto da Clara Bassano presso il Dipartimento di Farmacia dell’Università degli studi di Salerno, per mezzo del delegato membro del CTS dell’OPM, Domenico Nicoletti ai rappresentanti delle Aree Protette del Sud Italia presenti il 29 agosto 2026 in occasione dell’Anteprima della Fiera della Frecagnola a Cannalonga (SA) .
“Conoscere… per riconoscere: Ben-Essere e Salute nelle Aree Protette del Mezzogiorno” è il titolo dell’incontro che ha animato il talk, con la partecipazione del Commissario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia Nicola Loizzo, che ha subito aderito alla proposta del Premio Nazionale; del Commissario del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese Antonio Tisci; del Direttore dei Parchi Nazionali dell’Aspromonte e dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese Giuseppe Luzzi; del Direttore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Romano Gregorio. A concludere i lavori, il Presidente del Parco Giuseppe Cocurullo.
La discussione, aperta dai saluti del Sindaco di Cannalonga Carmine Laurito, ha posto al centro la necessità di rafforzare le sinergie operative tra i territori dei Parchi, le istituzioni locali e i luoghi dell’eccellenza, come la Fiera della Frecagnola, recentemente dichiarata Patrimonio Immateriale della Campania. Il confronto si è quindi ampliato alle iniziative e alle prospettive di collaborazione tra idee e territori illustrate dal Presidente dell’Ente Fiera della Frecagnola Domenico Pizzolante.
Dalle dichiarazioni dei Commissari e dei Direttori dei Parchi, cui si sono aggiunti i saluti dei Presidenti dei Parchi del Matese e del Pollino, impossibilitati a partecipare per sopraggiunti impegni, è emersa la necessità di avviare nel Mezzogiorno una strategia di contenuti e operatività nelle aree protette, fondata su consapevolezza, innovazione – anche attraverso nuovi modelli organizzativi e di lavoro come lo smart working – e ricerca. Una strategia orientata alla diffusione delle buone pratiche, tra cui la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS), e alla sperimentazione di iniziative capaci di rendere le Aree Protette interlocutori primari dello sviluppo sostenibile dei territori.
Il contributo della prima donna “Masta re Fera” del 2025, Maria Rosaria Nese, consulente esperta di progettazione europea e Presidente del LivingLab MDnet, ha completato il quadro e gli scenari, richiamando il valore del Parco come modello alternativo di sviluppo, capace anche di ribaltare il rapporto tra “conoscere” e “riconoscere”: i numerosi riconoscimenti internazionali hanno infatti contribuito a far riscoprire, innanzitutto alle comunità che li abitano, il valore delle proprie risorse. La sfida è ora trasformare questa consapevolezza in una crescente capacità di tradurre il potenziale dei territori in visione, progetti e nuove opportunità di futuro.
Infine, la coordinatrice del talk Carmela Santi ha invitato Anella Manzolillo, giovanissima Vicepresidente dell’Ente Fiera della Frecagnola, a condividere i valori che alimentano il senso di comunità dei territori e la capacità di far evolvere e innovare tradizioni che costituiscono parte integrante della loro identità culturale e materiale.
Ogni anno la Federazione EUROPARC celebra le nuove adesioni alla rete della Carta Europea per il Turismo Sostenibile e promuove il programma Junior Rangers, iniziativa aperta alle aree protette aderenti alla Federazione e finalizzata a creare una preziosa rete di scambio e apprendimento tra quanti guidano le attività rivolte ai giovani che vivono o studiano all’interno o in prossimità di un’area naturale protetta.
La Rete Europea degli Sport all’Aperto (ENOS) assegna inoltre ogni anno il Premio per gli Sport all’Aperto e la Conservazione della Natura, mentre il programma “Parchi sani, Persone sane” è sviluppato in Europa dalla Federazione EUROPARC sulla base delle pratiche innovative raccolte negli anni dalla Commissione Salute e Aree Protette.
A partire, dunque, dalle Aree Protette del Mezzogiorno, quali sono le buone pratiche da “conoscere… per riconoscere”? È questo l’interrogativo lasciato aperto dal dibattito di Cannalonga, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: una riflessione da rilanciare nelle azioni rivolte ai giovani e alle comunità, valorizzando le tradizioni, la cultura e le risorse dei territori del Sud Italia.