La dottoressa Teresa Giuliani racconta la sua esperienza da paziente e ringrazia medici, infermieri e operatori del reparto diretto dal dottor Antonio Aloia
C’è un momento, nella vita di chi ha sempre indossato il camice, in cui i ruoli si capovolgono. È quello in cui non si varca più la soglia di un reparto per curare, ma per essere curati. È quanto è accaduto nei giorni scorsi alla dottoressa Teresa Giuliani, medico, ricoverata presso l’UTIC-Cardiologia del DEA Vallo della Lucania-Agropoli per essere sottoposta a una procedura intracardiaca.
Un’esperienza vissuta da una prospettiva completamente diversa e che ha spinto la professionista a mettere nero su bianco una testimonianza di apprezzamento per il lavoro svolto quotidianamente all’interno del reparto.
«Chi lavora in sanità lo sa: essere pazienti cambia tutto. Cambia la prospettiva, cambia la percezione del tempo, cambia il bisogno di essere ascoltati prima ancora che curati», racconta la dottoressa Giuliani. Ed è proprio l’attenzione ricevuta durante il ricovero ad averla particolarmente colpita.
Professionalità, organizzazione e umanità sono, secondo la sua testimonianza, gli elementi che caratterizzano l’attività dell’UTIC-Cardiologia. Un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo perché arriva da una professionista che conosce dall’interno il mondo della sanità e che, per alcuni giorni, ha vissuto sulla propria pelle il ruolo della paziente.
«Non scrivo queste righe perché sono un medico e lavoro a pochi piani da quel reparto – sottolinea Giuliani –. Scrivo perché ho visto, con i miei occhi di paziente, che la stessa cura, la stessa attenzione, la stessa gentilezza venivano riservate a ogni persona ricoverata, senza distinzione alcuna».
Nessun trattamento privilegiato, dunque, ma la consapevolezza di aver ricevuto quello che, secondo la dottoressa, dovrebbe essere garantito a ogni cittadino.
Al centro della testimonianza c’è l’intero personale dell’unità operativa: medici, infermieri e operatori sociosanitari. A tutti Giuliani rivolge «gratitudine e congratulazioni più sincere», con un ringraziamento particolare al collega Antonio Aloia, direttore dell’UTIC-Cardiologia, per la competenza e la dedizione con cui guida il reparto.
Una testimonianza che arriva in un momento nel quale la sanità pubblica è spesso associata soprattutto alle criticità, alle carenze e alle difficoltà organizzative. Per la dottoressa Giuliani, però, è importante raccontare anche l’altra faccia del sistema sanitario: quella fatta di professionalità e impegno quotidiano.
«In un momento storico in cui la sanità pubblica viene spesso raccontata solo per le sue difficoltà – afferma – sentivo il dovere di raccontare anche questo: che nel nostro territorio esistono eccellenze silenziose, fatte di persone che ogni giorno scelgono di esserci, con competenza e con cuore».
Dalla sua esperienza personale nasce anche un auspicio rivolto al futuro della sanità cilentana. La dottoressa Giuliani torna infatti a sottolineare l’importanza di mettere l’ospedale di Agropoli nelle condizioni di poter operare a pieno regime, rafforzando così la rete ospedaliera a servizio dell’intero territorio.
Un appello che, nelle sue parole, non vuole essere una critica, ma parte dello stesso percorso di fiducia. «La buona sanità che ho toccato con mano merita di poter crescere, di essere sostenuta, di essere messa nelle condizioni migliori per servire ancora di più la nostra comunità».
Una riflessione che parte da un’esperienza personale, ma che diventa un riconoscimento pubblico al lavoro di una squadra. Perché dietro ogni reparto ci sono professionalità, sacrifici e persone che ogni giorno si prendono cura di altre persone. E nel caso dell’UTIC-Cardiologia del DEA Vallo della Lucania-Agropoli, la testimonianza della dottoressa Giuliani restituisce il volto di una sanità che, nonostante le difficoltà, continua a rappresentare un punto di riferimento importante per il Cilento.