Ilaria Di Florio, 38 anni, è diventata il simbolo della forza e della determinazione femminile con la sua straordinaria storia di maternità. Con cinque figli nati tramite parto cesareo, Ilaria ha affrontato sfide incredibili, ma ha sempre trovato la forza di superarle. La sua ultima fatica è stata l’arrivo di Ismael, un bellissimo bambino di 3,450 kg e 50 cm di lunghezza, nato alle 10:03 di martedì scorso presso il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Sapri, lo stesso luogo dove sono nati i suoi quattro fratelli.

Ilaria ha scelto di affidarsi al personale dell’Immacolata per tutti i suoi parti, per l’umanità e la passione che dimostrano nel loro lavoro. «Sono stata qui per la prima figlia, e l’ho scelto per tutte le altre volte per l’umanità e la passione che il personale mette nel suo lavoro», ha dichiarato. E ha fatto un appello al governatore De Luca e alla premier Meloni affinché investano nella sanità pubblica, soprattutto nelle strutture periferiche come quella di Sapri.

Affrontare cinque parti cesarei è un’impresa rara e rischiosa, ma Ilaria ha sempre trovato sostegno nel reparto maternità di Sapri. «Il personale ha sempre avuto tanta pazienza, anche durante l’intervento che ha portato alla nascita del mio Ismael», ha raccontato commossa. Nonostante le difficoltà e le paure, è sempre uscita dalla sala operatoria con la felicità nel cuore, ringraziando il personale per la loro sensibilità e professionalità.

Ilaria e suo marito, Roberto Santoro, hanno sempre messo al primo posto la famiglia e il rispetto della vita. Lei è una casalinga devota ai suoi piccoli, mentre Roberto lavora nel settore della termoidraulica.

Il legame di Ilaria con l’ospedale di Sapri è iniziato nel 2013 con la nascita di Rita e si è consolidato con ogni nuovo arrivo. Nonostante potesse scegliere centri specializzati, ha preferito restare fedele a Sapri, dimostrando grande fiducia nel personale e nell’ambiente familiare che hanno creato.

Il suo ultimo ringraziamento è per il dottor Mario Polichetti, responsabile dell’unità di gravidanza a rischio del Ruggi. «Mi ha seguito quasi fino alla fine di quest’ultima gravidanza e mi ha compresa quando gli ho detto di preferire ancora una volta l’ospedale di Sapri per il parto», ha affermato.

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