Ho letto su diverse testate giornalistiche e sui social le dichiarazioni rilasciate dall’ex Vicesindaco
Cerullo in merito alla revoca delle sue deleghe. Inizialmente avevo deciso di non rispondere, come
mi è stato chiesto a gran voce anche da tantissime persone.
Chiedo venia a queste persone, ma anche per rispetto della volontà del gruppo di maggioranza, ho
deciso di ristabilire la verità rispetto a una ricostruzione che, in alcuni passaggi, rasenta la
diffamazione.
Ma veniamo ai fatti!
In merito alla revoca delle deleghe e dell’incarico di Vicesindaco, ho ampiamente e
dettagliatamente illustrato le motivazioni nel relativo provvedimento, che invito a leggere, in quanto
pubblicato all’Albo Pretorio online del sito istituzionale del Comune.
In breve, posso affermare che la revoca è avvenuta per mere ragioni politiche, essendo venuto meno
il rapporto fiduciario.
Un rapporto di collaborazione che, peraltro, era ormai venuto meno anche tra l’ex Vicesindaco e tutti
gli altri Amministratori
La ragione del venir meno del rapporto fiduciario era rappresentata dal fatto che il Vicesindaco stava
preparando una lista elettorale contrapposta alla nostra, nella quale si sarebbe candidato come
capolista.
Questa circostanza era ormai diventata di dominio pubblico sin dal mese di settembre 2026.
Tant’è vero che, nel corso di un incontro tenutosi il 15 ottobre 2026, alla presenza di altri otto
Amministratori, era stato proprio lui ad ammettere di fare riferimento a un gruppo esterno alla nostra
maggioranza, che lo aveva individuato quale futuro capolista in contrapposizione alla nostra
compagine politica.
Di fronte a questa situazione paradossale, facevo notare all’ex Vicesindaco che, sebbene la sua
aspirazione fosse pienamente legittima, per ragioni di lealtà politica, tanto nei confronti del nostro
gruppo quanto nei confronti del nuovo gruppo di appartenenza, avrebbe dovuto rassegnare le
dimissioni.
L’ex Vicesindaco si rifiutava categoricamente e ribatteva che avrei dovuto essere io a revocargli
l’incarico.
Prima che lasciasse anticipatamente l’incontro, gli chiedevo quindi di comunicarci, in tempi
brevissimi, le proprie determinazioni, invitandolo a scegliere se proseguire il percorso amministrativo
insieme a noi oppure continuare il percorso autonomo intrapreso.
Trascorsa una settimana senza che vi fosse stato neppure un tentativo di contatto da parte sua e preso
atto che, nel frattempo, aveva continuato ad agire in piena autonomia sul piano politico, procedevo
alla revoca delle deleghe a lui conferite e dell’incarico di Vicesindaco.
Ritengo che il caso in esame possa essere annoverato tra i cosiddetti “casi di scuola”, nei quali viene
meno il rapporto fiduciario tra il Sindaco e il Vicesindaco, circostanza che inevitabilmente conduce a
una rottura politica.
Per quanto riguarda la questione del bilancio, la problematica si è presentata a tutti noi
Amministratori nel mese di maggio 2026, a seguito di un controllo della Corte dei Conti.
L’ex Vicesindaco sostiene di aver io sottaciuto tale problematica agli altri Amministratori.
Tale affermazione è falsa e tendenziosa.
La mia attività politico-amministrativa è sempre stata improntata ai principi di trasparenza, lealtà e
partecipazione, garantendo il coinvolgimento di tutti gli altri Amministratori, ai quali, sin dall’inizio
del mandato, ho conferito specifiche deleghe in determinate materie e funzioni.
Proprio in coerenza con tali principi, non appena la criticità si è manifestata, ho provveduto a
informare immediatamente l’intera Amministrazione.
Dopo un lungo e approfondito dibattito tra noi Amministratori, nonché un’attenta analisi della
situazione, condotta anche con il supporto di professori universitari esperti in materia, è emerso che
l’unica soluzione percorribile fosse quella del riequilibrio finanziario, approvato nel Consiglio
Comunale del 30 luglio scorso, con voto favorevole all’unanimità dei presenti, tra i quali anche l’ex
Vicesindaco.
La Corte dei Conti ci ha infatti fornito delle indicazioni ben precise che, per ragioni giuridiche, ma
anche per senso di responsabilità politica e amministrativa, non possono essere ignorate.
Per tale motivo, si è reso necessario procedere a un’attenta revisione e alla conseguente sistemazione
del bilancio.
In primo luogo, si è provveduto alla cancellazione dei residui attivi antecedenti all’anno 2020 che, in
ragione della loro vetustà e in applicazione della normativa vigente, non possono più essere mantenuti
in bilancio.
Inoltre è stato necessario adeguare il fondo rischi da contenzioso pendente, elevando
l’accantonamento esistente da circa 30 mila euro a 189 mila euro.
Tale accantonamento è stato reso necessario per tenere conto del rischio di soccombenza in una causa
di risarcimento danni da sinistro stradale, avviata nell’anno 2012 e che dovrebbe giungere a
conclusione nel corso del 2027,
Desidero, tuttavia, precisare un aspetto fondamentale: ad oggi il Comune non presenta debiti
correnti, in quanto l’Ente provvede ai pagamenti ordinari in maniera regolare.
Dipendenti, utenze, aziende, fornitori, professionisti esterni e tutti gli altri soggetti che intrattengono
rapporti economici con l’Ente vengono regolarmente pagati, di volta in volta, alle rispettive scadenze.
Per quanto riguarda l’incremento della mia indennità, desidero precisare che tale adeguamento
è avvenuto in applicazione della Legge n. 234 del 2021, che ha previsto l’incremento delle indennità
di funzione degli amministratori locali su tutto il territorio nazionale, ossia Sindaci, Vicesindaci,
Assessori e Presidenti del Consiglio Comunale.
L’incremento è stato disposto nel 2022 mediante una determina del Responsabile del Servizio,
precisamente la determina dell’Area Amministrativa n. 3 del 27 gennaio 2022.
Va precisato che, ai sensi dell’articolo 1, comma 586, della predetta legge, gli incrementi sono
interamente coperti e finanziati attraverso un apposito fondo statale.
Pertanto, tali incrementi non hanno comportato, né comportano, alcun onere a carico del
bilancio comunale.
Va altresì precisato che il fondo statale destinato a finanziare tali incrementi è vincolato a questa
specifica finalità. Ciò significa che le somme assegnate e non utilizzate per coprire gli aumenti in
questione devono essere restituite allo Stato.
L’ex Vicesindaco, nel tentativo di screditare pubblicamente la mia figura, tanto sotto il profilo
amministrativo quanto sotto quello personale, ha artatamente ricostruito la vicenda, lasciando
intendere che l’incremento in questione avesse riguardato esclusivamente la mia persona e fosse
intervenuto nel corso del percorso di riequilibrio finanziario. Ha inoltre dichiarato, anche per iscritto,
di non essere stato d’accordo con tale decisione.
Ebbene l’aumento in questione ha riguardato anche l’indennità di funzione dell’ex Vicesindaco
e dell’Assessore.
Inoltre, come già precisato, l’incremento delle indennità è stato recepito nel mese di gennaio 2022,
mentre la problematica relativa al riequilibrio finanziario si è presentata nel mese di maggio 2026.
In ogni caso, non ricordo quando abbia manifestato il proprio dissenso e, soprattutto, in quale sede,
considerato che l’adeguamento delle indennità non è stato oggetto di alcuna deliberazione, né da parte
della Giunta comunale né del Consiglio Comunale, ma, come già precisato, è stato recepito con
apposita determina del Responsabile del Servizio.
Forse avrà manifestato il proprio dissenso direttamente al Legislatore, contestando questa
disposizione inserita nella Legge di Bilancio 2022.
Battuta a parte, resta il fatto che l’ex Vicesindaco, per cinque anni, ha percepito mensilmente la
propria indennità di funzione, comprensiva del relativo incremento.
Dichiara e scrive di avervi rinunciato al fine di contribuire al riequilibrio finanziario dell’Ente.
Tuttavia, anziché rinunciarvi già nel mese di maggio 2026, ha atteso ben sei mesi e, guarda caso, ha
formalizzato la propria rinuncia proprio nel giorno in cui gli è stato revocato l’incarico.
Arriva addirittura a tentare di far apparire che la reale motivazione della revoca dell’incarico non sia
stata la già descritta rottura politica, bensì una presunta “ritorsione” per la rinuncia all’indennità.
In merito alle tempistiche della revoca, desidero precisare che il relativo decreto era già stato
predisposto nella mattinata del 22 ottobre. Tuttavia, a causa di improrogabili impegni professionali,
ho potuto procedere alla sua sottoscrizione soltanto nel pomeriggio.
Al momento della sottoscrizione digitale, non trovandomi presso la sede comunale, bensì presso il
mio studio per ragioni professionali, non ero a conoscenza della rinuncia. Quest’ultima, infatti,
sebbene pervenuta tramite e-mail alle ore 16:37, è stata protocollata soltanto alle ore 19:05, mentre il
decreto di revoca da me sottoscritto era stato protocollato alle ore 17:58.
È opportuno, inoltre, sottolineare che un provvedimento caratterizzato da tale articolazione e
complessità non può certamente essere predisposto nell’arco di appena un’ora e venti minuti. Ciò
conferma ulteriormente che il decreto era stato predisposto ben prima della presentazione della
rinuncia.
In ultimo, desidero precisare che la mia indennità non ammonta a 2.500,00 euro, come sostenuto
dall’ex Vicesindaco, bensì all’importo previsto dalla legge per i Comuni con popolazione inferiore a
3.000 abitanti, pari a 2.208,00 euro lordi mensili, che, al netto delle trattenute operate alla fonte dallo
stesso Comune, corrispondono a circa 1.620,00 euro mensili.
In definitiva, non ho mai percepito somme non dovute né importi superiori a quelli stabiliti dalla
legge per lo svolgimento della quotidiana e incessante attività istituzionale connessa al mio ruolo di
Sindaco. Un’attività che mi appaga profondamente e mi riempie di orgoglio, sebbene comporti una
significativa riduzione del tempo da dedicare alla mia libera professione, con inevitabili ripercussioni
sul mio reddito personale.
Tutto quanto sopra rappresentato costituisce un insieme di fatti oggettivamente verificabili e
ampiamente documentabili attraverso atti legislativi, amministrativi e politici.
Sono certo di aver ampiamente chiarito l’intera vicenda e ritengo, pertanto, che ogni ulteriore
discussione in merito possa considerarsi definitivamente chiusa.
Ceraso, 03.11.2026
Il Sindaco
Avv. Aniello Crocamo