Pronto soccorso ospedale di Vallo della Lucania, 8 agosto 2026, ore 18:13.
Una signora, accompagnata da ambulanza del 118, riferisce essere stata morsa al
piede destro da un serpente, forse una vipera. La signora viene triagiata
immediatamente e visitata. I medici del PS le praticano gli esami previsti, che
faranno da riferimento per eventuali i controlli successivi, si assicurano della
disponibilità in ospedale del siero antivipera ove mai dovesse servire, chiedono
consulto telefonico al centro antiveleni dell’ospedale Cardarelli di Napoli per ulteriori
consigli e mostrano alla signora immagini di rettili, recuperate ovviamente dalla rete,
per cercare di aiutarla a ricordare o riconoscere in quelle immagini il serpente che
l’aveva morsa. Non che fosse assolutamente necessario (un morso di di serpente,
nel dubbio, viene gestito come morso di vipera fino a prova del contrario), ma
stabilire con certezza, laddove possibile, se trattasi o meno di morso di vipera
certamente non guasta.
Ore 21.45, poco più di tre ore dall’arrivo in ospedale: la signora chiede di essere
dimessa contro il parere dei sanitari prima della conclusione dell’iter diagnostico-
terapeutico-osservazionale. Firma l’apposito modulo e lascia il PS.
Qualche giorno dopo una testata giornalistica locale pubblica la notizia di una
signora che era stata accompagnata dal 118 al Pronto Soccorso perché morsa da
una vipera e che era stata trasferita al Cardarelli di Napoli per indisponibilità del siero
antivipera nell’ospedale di Vallo.
Insomma viene pubblicato un capolavoro di fake news riportando tre notizie false in
una. Non vi è certezza, infatti, che si sia trattato di morso di vipera, il siero antivipera
era ed è disponibile nell’ospedale di Vallo e la signora non è stata trasferita dai
medici del Pronto Soccorso all’ospedale Cardarelli, ma ha firmato per una
dimissione volontaria. Il Cardarelli, infatti, lo ha raggiunto per sua volontà e con
mezzi propri.
Nonostante i fatti raccontino tutt’altro, compaiono in rete migliaia di post, commenti e
“considerazioni” tutti improntati al peggio contro l’ospedale di Vallo e, indirettamente,
contro gli operatori sanitari: si parla di gravissime carenze nella gestione
dell’emergenza territoriale, di gravissime responsabilità del Parco del Cilento e così
via delirando…
Insomma ci siamo trovati di fronte ancora una volta ad un’aggressione mediatica
contro l’ospedale di Vallo tutta costruita su una notizia falsa e non verificata. Forse è
il momento di cominciare a chiedersi: cui prodest?

 

ARTICOLO – Luigi Gallo