Spunta anche Salerno nell’inchiesta coordinata dal Procuratore capo della Procura di Perugia, Raffaele Cantone, sul dossieraggio avviato negli anni nei confronti di personaggi noti e politici attraverso la visione dei loro dati riservati nelle banche dati informatiche.

Un lavoro che nasce da una denuncia del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e che finora ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati di 15 persone.

Sulla vicenda, che vede indagati anche Antonio Laudati, Sostituto procuratore Antimafia e già coordinatore del gruppo Sos (Segnalazioni di operazioni sospette) e il Luogotenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano, ci sarebbe anche la Salernitana. Sarebbero stati effettuati accertamenti irregolari anche ai danni del presidente della FIGC Gabriele Gravina nel periodo in cui la Federcalcio era impegnata a vigilare sulla compravendita della squadra granata dopo la cessione di Claudio Lotito.

In particolare il pubblico ministero della Direzione Nazionale Antimafia Antonio Laudati avrebbe “indagato” su presunti rapporti tra Gravina e Danilo Iervolino. Accessi irregolari sarebbero stati effettuati anche per spiare la posizione dell’ex co-patron della Salernitana, Marco Mezzaroma.

I controlli riguarderebbero anche la moglie di Iervolino. Le loro posizioni sarebbero state consultate senza alcuna reale motivazione.

L’imprenditore sarebbe stato attenzionato già dal 2019  con un accesso abusivo alla banca dati Serpico.

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