Pillole di buona sanità, al San Luca di Vallo una madre torna a casa grazie alle cure e all’umanità dei sanitari
Una storia a lieto fine raccontata dal figlio di una paziente, arrivata in ospedale in condizioni critiche. Il ringraziamento alle équipe di Pronto Soccorso, UTIC, Emodinamica e Malattie Infettive.

Ci sono storie di sanità che meritano di essere raccontate. Storie che, lontano dai riflettori, testimoniano il valore della professionalità, della collaborazione tra operatori e, soprattutto, dell’umanità. È quanto accaduto all’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dove una donna, affetta da diverse patologie e arrivata in condizioni gravissime, è riuscita a superare una situazione clinica particolarmente delicata e a tornare a casa dai propri cari.
A raccontare la vicenda è il figlio, che ha voluto condividere la propria esperienza attraverso una testimonianza dal titolo “Pillole di buona sanità”.
Tutto ha inizio un giorno di settembre, quando la donna, cardiopatica, diabetica e ipertesa, manifesta improvvisamente affanno, dolore toracico e dolore al braccio sinistro. Il figlio la accompagna immediatamente al Pronto Soccorso del San Luca, dove il personale riconosce la gravità del quadro clinico e avvia tempestivamente gli accertamenti, tra cui elettrocardiogramma ed esami ematici urgenti.
I risultati confermano una situazione critica. La paziente viene quindi trasferita in Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC), dove i sanitari si adoperano per stabilizzarla. Le condizioni restano tuttavia molto serie e, in serata, un nuovo episodio di dolore toracico associato a grave difficoltà respiratoria rende necessaria una coronarografia urgente.
La procedura viene eseguita dall’équipe di Emodinamica, con il coinvolgimento del dottor Antonio Aloia, direttore dell’Unità operativa complessa di UTIC. Le coronarie vengono trattate, ma il quadro clinico rimane estremamente delicato. La paziente è priva di coscienza e necessita di assistenza respiratoria e di farmaci per il sostegno delle funzioni vitali.
Una successiva TAC del torace evidenzia anche una polmonite bilaterale e un versamento pleurico, complicazioni che richiedono un ulteriore impegno assistenziale. Si attiva così una collaborazione multidisciplinare tra cardiologi, infettivologi, infermieri, operatori sociosanitari e personale di supporto.
Per il figlio sono giorni di angoscia, segnati dall’incertezza e dalla paura di perdere la madre. Ma, accanto alle competenze professionali, a colpirlo sono soprattutto l’attenzione, la premura e la dedizione di chi si prende cura della donna.
Poi, lentamente, arrivano i primi segnali positivi. Giorno dopo giorno le condizioni migliorano, il respiro diventa più regolare e la paziente recupera progressivamente, fino alla dimissione e al ritorno a casa.
Oggi la donna è nuovamente accanto alla sua famiglia, può riabbracciare i propri cari e rivedere i nipoti.
Da qui il desiderio del figlio di rivolgere un sentito ringraziamento a tutto il personale del San Luca: dal Pronto Soccorso all’UTIC, dall’Emodinamica a Malattie Infettive, senza dimenticare infermieri, OSS, ausiliari, operatori della cucina e tutte le figure che contribuiscono quotidianamente all’assistenza.
Un ringraziamento particolare è rivolto all’équipe UTIC-Emodinamica guidata dal dottor Antonio Aloia.
La testimonianza diventa così un riconoscimento al lavoro di tanti professionisti che, spesso lontano dall’attenzione pubblica, affrontano ogni giorno situazioni complesse.
Perché la buona sanità non è soltanto tecnologia, diagnosi e terapie. È anche capacità di lavorare insieme, attenzione alla persona e vicinanza alle famiglie nei momenti più difficili.
E, qualche volta, il risultato di questo impegno è racchiuso in una semplice ma straordinaria frase: «Grazie Ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Grazie alla vostra professionalità, mamma oggi vive».