BAIA DEGLI INFRESCHI OFF LIMITS : PISANI DIFFIDA IL COMUNE DI CAMEROTA E CHIEDE L’INTERVENTO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA CAPITANERIA DI PORTO PER LA TUTELA DEI DIRITTI : “SOLO SEI BOE A PAGAMENTO E BARCHE SOPRA I 10 METRI FUORI E PER CHI HA UN WIFI GLI ALTRI ESCLUSI ? IL MARE NON È UN PRIVILEGIO PER POCHI O PROPRIETÀ POLITICA ”
CAMEROTA (SALERNO), 6 agosto 2026 – L’avvocato Angelo Pisani, in rappresentanza e quale fondatore dell’Associazione Potere ai Diritti – 1523.it e di tanti turisti vittime dellimproviso divieto impugna e contesta duramente il provvedimento con cui il Comune di Camerota ha introdotto , con un Avviso Pubblico, sconosciuto a tutti, datato soltanto 4 agosto 2026, un nuovo e tardivo sistema di accesso e ormeggio nella Baia degli Infreschi, all’interno dell’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta.
Pisani diffida il Comune a sospendere e revocare ad horas il provvedimento, riservandosi sin d’ora di adire il TAR in via d’urgenza per l’annullamento dell’atto e per il risarcimento di tutti i danni subiti da turisti, residenti e diportisti, ivi compresi quelli da vacanza rovinata ove ne ricorrano i presupposti.
Un provvedimento tardivo, oscuro e discriminatorio
L’Avviso comunale, pubblicizzato appena due giorni fa, nel pieno della stagione estiva e a vacanze ormai programmate e prenotate da mesi, subordina la fruizione delle boe della Baia alla prenotazione e al pagamento esclusivamente tramite l’App “BlueDiscovery”. Un sistema che, denuncia Pisani, esclude di fatto chiunque non disponga di strumenti elettronici o non sia in grado di utilizzare un’applicazione, con evidente discriminazione anche indiretta nei confronti di anziani e persone con disabilità, del tutto ignorati dal provvedimento.
A ciò si aggiunge il limite dimensionale: le boe risulterebbero riservate alle sole imbarcazioni inferiori ai dieci metri, escludendo irragionevolmente anche natanti di poco superiori (10,50 metri) e riducendo l’accesso a una baia che fino a oggi ha ospitato e può tranquillamente ospitare almeno cinquanta imbarcazioni dotate di servizi igienici a poche unità: sei boe, secondo quanto lamentato dagli utenti, a fronte delle sette indicate nello stesso Avviso comunale – una discrepanza come le altre su cui Pisani chiede chiarimenti immediati.
Danno al turismo e paradosso ambientale
“Una discriminazione incomprensibile e sproporzionata – dichiara Pisani –. Una delle baie più belle d’Italia non può diventare un mare riservato a sei imbarcazioni scelte tramite una App. Proteggere l’ambiente è un dovere; impedire irragionevolmente alle persone di fruire del mare è tutt’altra cosa.”
Il provvedimento, sottolinea Pisani, produce un paradosso: anche i barconi esclusi restano in mare con i motori accesi, facendo fare il bagno ai turisti in mezzo all’acqua con un impatto ambientale e in termini di sicurezza ben maggiore rispetto a un ordinato accesso alla marina protetta. “Si dichiara di voler tutelare l’ambiente e si finisce per inquinarlo e renderlo più pericoloso”, osserva Pisani.
Competenza, deleghe e ruolo dei privati sotto la lente
Pisani contesta inoltre la stessa competenza del Comune di Camerota a disciplinare unilateralmente un tratto di mare rientrante in un’Area Marina Protetta, materia che coinvolge le competenze del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Capitanera di Porto, alle quali l’Associazione Potere ai Diritti annuncia di rivolgersi per un intervento immediato. Restano da verificare le deleghe e la legittimazione dell’atto, oltre a chi materialmente lo abbia sottoscritto e sulla base di quale istruttoria tecnico-ambientale.
Contestato anche il ruolo dei soggetti privati coinvolti nella gestione tecnologica del servizio: Potere ai Diritti chiede l’accesso immediato agli atti relativi ad affidamenti, convenzioni, contratti, tariffe e procedure di selezione riguardanti la piattaforma “BlueDiscovery” e i rapporti economici con il Comune.
“Vogliamo sapere chi ha deciso, con quale potere, sulla base di quali studi, e perché senza alcun preavviso per nessuno. Un semplice Avviso Pubblico del 4 agosto non può diventare il lasciapassare per comprimere diritti e vacanze già programmate”, afferma Pisani.
La richiesta
La diffida notificata al Comune di Camerota chiede la revoca o sospensione ad horas del nuovo sistema di prenotazione e ormeggio, la piena trasparenza su atti, deleghe e rapporti con i privati coinvolti, e preannuncia, in mancanza di riscontro immediato, il ricorso urgente al TAR Campania nonché le conseguenti richieste risarcitorie in favore di tutti gli aventi diritto.
“Il mare è di tutti. La tutela ambientale non può diventare il pretesto per trasformare la Baia degli Infreschi in una baia per pochi con evidente fallimento di ogni politica turistica, sociale ed ambientale . Se il Comune non farà immediatamente chiarezza e non ripristinerà regole ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie, chiederemo al giudice amministrativo di intervenire”, conclude l’avvocato Pisani.