“Serve un nuovo Atto Aziendale per garantire il Pronto Soccorso”
Il Comitato “Obiettivo Ospedale” torna sulla questione della riapertura e del futuro dell’ospedale di Agropoli e interviene sulla delibera n. 430 del 23 luglio 2026 approvata dalla Giunta comunale, precisando la propria posizione e ribadendo la necessità di un percorso ritenuto “chiaro e rispettoso delle norme”.
In una nota firmata dal presidente del Comitato, l’avvocato Lucia Grambone, viene evidenziato come le osservazioni già trasmesse dall’organizzazione non siano state recepite nel provvedimento comunale. Secondo “Obiettivo Ospedale”, la delibera contiene due richieste principali: l’immediata attuazione delle previsioni relative all’apertura del Pronto Soccorso del presidio ospedaliero di Agropoli e l’integrazione della delibera regionale di approvazione.
Il Comitato contesta però l’impostazione del provvedimento, sostenendo che non sia possibile chiedere l’attivazione immediata di un Pronto Soccorso senza che l’Atto Aziendale dell’Asl preveda una precisa organizzazione della struttura, con posti letto, reparti e personale dedicato.
“Non si può attivare un Pronto Soccorso – sottolinea il Comitato – se l’Atto Aziendale non lo configura secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale 70/2015 e dal Piano di Programmazione Regionale”. Secondo “Obiettivo Ospedale”, l’attuale Atto Aziendale non garantirebbe nemmeno quanto già previsto per gli ospedali in zona disagiata e risulterebbe quindi non conforme alla programmazione sanitaria vigente.
Il Comitato evidenzia inoltre che l’avvio di concorsi e procedure di reclutamento per medici destinati al Pronto Soccorso “non può prescindere dall’esistenza dei reparti nei quali dovrebbero operare”. Da qui la richiesta alla Regione Campania di non procedere all’approvazione dell’Atto Aziendale fino alla sua completa revisione.
Un altro punto sollevato riguarda il ruolo della Giunta regionale. Secondo “Obiettivo Ospedale”, la Giunta non avrebbe il potere di modificare direttamente l’Atto Aziendale, ma solo di valutarne la coerenza con le linee guida regionali, il Piano Sanitario Regionale e i vincoli di programmazione, eventualmente rinviandolo al direttore generale per le modifiche necessarie.
Critiche anche sulla richiesta di integrazione della delibera regionale. Il Comitato sostiene che non sia possibile “integrare un atto aziendale ritenuto illegittimo” rispetto al Piano di Programmazione Regionale e alle indicazioni ministeriali. Viene inoltre contestata l’ipotesi di una nuova valutazione del bacino di utenza, dei flussi turistici e del fabbisogno assistenziale nell’arco di sei mesi.
“Se la richiesta riguarda la trasformazione dell’ospedale di Agropoli in presidio di base con Pronto Soccorso – si legge nella nota – si rischierebbe di perdere un’ulteriore occasione in vista del prossimo aggiornamento della rete ospedaliera regionale”.
Per il Comitato, la strada da seguire è un nuovo Atto Aziendale che sostituisca quello adottato con la delibera n. 1351 del 15 luglio 2026, prevedendo già la configurazione dell’ospedale di Agropoli come presidio in zona disagiata con Pronto Soccorso, posti letto, reparti e organizzazione necessaria.
“Non servono altri sei mesi di studi – conclude la nota – perché gli elementi conoscitivi sono già disponibili. Servono decisioni ferme, adottate nel rispetto della legalità ”.
“Obiettivo Ospedale” annuncia quindi che continuerà a chiedere alla Regione Campania l’annullamento dell’Atto Aziendale prima della sua approvazione e la predisposizione di un nuovo documento conforme al Piano di Programmazione Regionale e alle linee ministeriali, garantendo l’attivazione del Pronto Soccorso di Agropoli quale presidio ospedaliero in zona disagiata.
A titolo esemplificativo, il Comitato ha allegato alla propria nota anche la configurazione del Pronto Soccorso dell’ospedale di Roccadaspide, indicato come modello di presidio in zona disagiata con posti letto e reparti necessari al funzionamento della struttura.