Sono bastate poche righe, scritte con la nostalgia di chi Palinuro la porta nel cuore, per accendere uno dei dibattiti più accesi dell’inizio dell’estate. Il caso della mancata conferma delle navette tra il centro e il mare è diventato il simbolo di un confronto molto più ampio: da una parte le polemiche sullo stato in cui versa la località, dall’altra la difesa appassionata della perla del Cilento. Perché, come in tanti hanno scritto, ‘Palinuro non si tocca’.” Ad aprire la discussione è stato l’ingegnere Sergio Di Martino, che ha affidato ai social un lungo sfogo, partendo dalla scomparsa di alcuni luoghi simbolo della Palinuro degli anni d’oro. “Addio al Club Med, al Lanternone, al Giada Club, al Ciclope, al Fagottaro, al Timone e al Saint Tropez”, scrive, fino ad arrivare al tema delle navette: “Ci restavano a trasportare genti su e giù per il paese. Ora neanche quelle”.
Un post nostalgico ma anche fortemente critico, nel quale Di Martino punta il dito contro quella che definisce un’assenza di visione amministrativa, sostenendo che la mancata attivazione del servizio penalizzi residenti, anziani e turisti, costretti a utilizzare l’auto anche per raggiungere spiagge e porto. Parole che hanno trovato l’immediata replica del presidente della Pro Loco, Silvano Cerulli, intervenuto con una difesa appassionata di Palinuro. Pur riconoscendo l’esistenza di criticità, Cerulli ha contestato quello che definisce il consueto “bollettino delle negatività” che, a suo dire, ogni estate viene riproposto da chi si dichiara amico del territorio. Il presidente della Pro Loco ha ricordato come le difficoltà esistano, ma vadano affrontate con spirito costruttivo, evitando polemiche che rischiano di danneggiare l’immagine della località.
Dalla sua l’autore del post ha spiegato di frequentare Palinuro da oltre sessant’anni. “Io mi sento palinurese e soffro di tutto questo”, scrive, ribadendo di voler stimolare una riflessione sulle trasformazioni del turismo e sulla necessità di migliorare i servizi. Il caso navette rappresenta soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nel frattempo sono arrivati decine di commenti. Alcuni utenti hanno condiviso l’analisi critica, parlando di carenze nel decoro urbano, nella pulizia e nella programmazione turistica, sostenendo che la straordinaria bellezza naturale non basti più senza servizi efficienti. Altri, invece, hanno difeso con forza Palinuro. Tra questi Gerardo Ruocco, che ha lanciato un messaggio chiaro: “Basta parlare male di Palinuro ad ogni inizio estate”. Pur riconoscendo che il paese sia cambiato nel tempo, Ruocco invita a non dimenticare ciò che continua a renderlo unico: il promontorio, l’Arco Naturale, la Baia del Buon Dormire, le grotte marine, i sentieri immersi nella macchia mediterranea, il mare tra i più belli del Mediterraneo e un patrimonio naturale che continua ad attirare migliaia di visitatori ogni anno. Sul caso navette è intervenuto anche Alessandro Infante, rappresentante dell’azienda che gestisce il servizio, chiarendo gli aspetti tecnici della vicenda. La sospensione del trasporto urbano di luglio, spiega, è frutto di una complessa riorganizzazione aziendale
dovuta all’aumento dei costi e che l’amministrazione comunale si è mostrata disponibile ad aprire un confronto per individuare possibili soluzioni. Una vicenda che, partita dalla mancata conferma delle navette, ha riportato al centro del dibattito pubblico una domanda che ogni estate torna puntuale: come coniugare la straordinaria bellezza di Palinuro con servizi all’altezza delle aspettative di residenti e turisti, il confronto resta aperto.