Dopo la condanna in primo grado, il Sindaco Scarpitta abbia la dignitĂ  politica di rassegnare le dimissioni.

Prendiamo atto delle dichiarazioni rese dal Sindaco Mario Salvatore Scarpitta all’indomani della sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Vallo della Lucania.

Come forza di opposizione rispettiamo il diritto del Sindaco di proporre appello e di difendersi in ogni sede giudiziaria. Saranno i giudici a pronunciarsi in via definitiva. Tuttavia, questa vicenda non può essere ridotta esclusivamente a una questione processuale.

Esiste un dato politico e istituzionale che il Sindaco continua a ignorare: una sentenza di condanna in primo grado nei confronti della massima autoritĂ  del Comune rappresenta un fatto di straordinaria gravitĂ  che impone una scelta di responsabilitĂ .

Nel suo comunicato il Sindaco tenta di spostare l’attenzione sulle amministrazioni precedenti, sui lavori realizzati e sui risultati conseguiti in materia ambientale. Sono argomenti che nulla tolgono nĂ© aggiungono al significato della sentenza pronunciata dal Tribunale. I risultati amministrativi, ove esistenti, non possono diventare un alibi per sottrarsi alle proprie responsabilitĂ  politiche e istituzionali.

C’è un ulteriore elemento che rende questa situazione ancora piĂą grave. Nel giro di pochi mesi il Sindaco è stato prima censurato dalla giustizia amministrativa e oggi condannato dalla giustizia penale. Due vicende profondamente diverse tra loro, ma che delineano un quadro di crescente difficoltĂ  istituzionale e politica che non può essere ignorato o minimizzato.

Chi ricopre il ruolo di Sindaco rappresenta l’intera comunitĂ  e ha il dovere di tutelare il prestigio, la credibilitĂ  e l’autorevolezza delle istituzioni. Per questo riteniamo che oggi sia opportuno e doveroso compiere un gesto di responsabilitĂ : rassegnare le dimissioni e liberare il Comune di Camerota da un imbarazzo politico, amministrativo e soprattutto sociale che rischia di compromettere ulteriormente la serenitĂ  della vita pubblica.

Non si tratta di anticipare il giudizio definitivo nĂ© di negare il diritto alla difesa. Si tratta di distinguere il piano giudiziario da quello politico. Il primo seguirĂ  il suo corso nelle aule di giustizia; il secondo impone una valutazione sull’opportunitĂ  di continuare a guidare il Comune dopo una condanna in primo grado.

Per queste ragioni chiediamo al Sindaco Mario Salvatore Scarpitta un atto di dignitĂ  politica e di responsabilitĂ  istituzionale: rassegni le dimissioni e restituisca ai cittadini la possibilitĂ  di affidare il futuro di Camerota a un’amministrazione autorevole, credibile, libera da ogni ombra e pienamente concentrata sugli interessi della comunitĂ .

Le istituzioni vengono prima delle persone. Sempre.