VALLO DELLA LUCANIA – In merito alle recenti dichiarazioni del consigliere Antonio Bruno riguardanti lo stallo del
cantiere PNRR del polo scolastico Parmenide-Torre, il Gruppo di Opposizione Consiliare ritiene doveroso fare
chiarezza su alcuni punti fondamentali della vicenda, che riguardano direttamente la responsabilità politica e
gestionale dell’Amministrazione Comunale.
1. La questione idrogeologica: un rischio prevedibile
Definire il ritrovamento di acqua nel sottosuolo come un “imprevisto imprevedibile” appare tecnicamente fragile.
La prossimità del sito a un corso d’acqua, distante poche centinaia di metri, avrebbe dovuto imporre un rigore
supplementare in fase di indagine preliminare. La carenza di sondaggi idrogeologici approfonditi rappresenta una
lacuna che non può essere derubricata a mera fatalità, ma che evidenzia una sottovalutazione dei rischi in fase di
pianificazione.
2. La responsabilità della Validazione
È necessario ricordare che la validazione del progetto non è un atto formale dovuto, bensì il momento in cui
l’Amministrazione attesta la cantierabilità dell’opera. Firmando tale atto, il Comune si è assunto la responsabilità
della coerenza tecnica del progetto. Se le indagini geologiche erano insufficienti per garantire la tenuta delle
fondamenta, l’Amministrazione avrebbe dovuto sospendere l’iter anziché procedere alla consegna dei lavori.
3. Cronoprogramma e Demolizioni
La scelta di procedere alla demolizione immediata della sede storica, prima di aver sciolto ogni riserva tecnica
sulla fattibilità della ricostruzione, si sta rivelando una decisione politica azzardata. Tale scelta ha privato la
comunità scolastica dei propri spazi senza la certezza di una rapida restituzione, trasformando un’opportunità di
rinnovamento in un’emergenza logistica per studenti e famiglie.
4. Il rischio di pesanti ricadute finanziarie e contabili
Il mancato sblocco dei finanziamenti o l’eventuale fallimento della rendicontazione PNRR
entro giugno 2026 potrebbero aprire scenari di estrema gravità per le casse del Comune.
In assenza di una copertura certa, le somme già impegnate potrebbero trasformarsi in
debiti fuori bilancio, esponendo l’Ente al rischio concreto di un dissesto finanziario. A
questo si aggiungerebbero le possibili azioni della Corte dei Conti per danno erariale e i
potenziali contenziosi con l’impresa appaltatrice per il fermo cantiere; oneri che, in ultima
istanza, rischierebbero di gravare direttamente sul patrimonio del Comune e sulle tasche
dei cittadini di Vallo della Lucania.
5. Il passaggio ai fondi nazionali: quali garanzie?
Il ricorso al cosiddetto “finanziamento sponda” non può essere presentato come un successo. L’uscita dal
perimetro dei fondi PNRR comporta l’abbandono di procedure accelerate e scadenze rigorose, esponendo l’opera
a tempi burocratici più lunghi e all’incertezza degli stanziamenti ordinari. Il rischio concreto è quello di
consegnare alla città un’opera incompiuta per anni, con un potenziale aggravio di costi che ricadrebbe sull’intera
collettività.
Conclusioni e proposta tecnica
Il Gruppo di Opposizione non si limita alla denuncia, ma esige che l’Amministrazione
percorra l’unica via d’uscita tecnica percorribile per tutelare l’Ente: la “Certificazione di
indifferibilità”.
Il Comune ha il dovere di dimostrare nelle sedi ministeriali che il blocco dei lavori sia
dipeso esclusivamente da cause di forza maggiore non prevedibili con l’ordinaria
diligenza. Solo l’accoglimento di questa tesi potrebbe garantire il passaggio indolore al
“finanziamento sponda”, azzerando i rischi di dissesto e i pericoli di danno erariale sopra
descritti.
Sollecitiamo pertanto la Giunta a smettere di rincorrere narrazioni di comodo e a fornire
alla cittadinanza un cronoprogramma reale, basato su atti tecnici certi e non su speranze
politiche. La comunità scolastica e i cittadini di Vallo della Lucania meritano risposte
concrete, non un’incompiuta che peserà sulle future generazioni.
Il Gruppo di Opposizione Consiliare SiAMO Vallo