In merito a quanto scritto dalle testate giornalistiche locali riguardo al paziente che è stato colpito da un “presunto” infarto del miocardio ad Agropoli nella giornata del 21 gennaio 2026, sento il dovere, per non creare false e inutili allarmismi, di chiarire quanto segue,
Innanzitutto dobbiamo precisare che il paziente NON E’ STATO COLPITO DA INFARTO DEL MIOCARDIO, come ERRONEAMENTENTE RIFERITO. E’ stato accompagnato al PS di Vallo della Lucania dal personale del 118 dove è giunto il 21 gennaio 2026 alle ore 10.06 ed è uscito alle ore 15.07 dello stesso giorno. Qui è stato visitato e sottoposto a una serie di esami clinico-strumentali. Tra le varie cose ha eseguito una consulenza Cardiologica che documentava: assenza di angor e dispnea all’atto della visita; l’ECG: ritmo indotto da pacemaker; l’Ecocardiogramma: ventricolo sinistro dilatato con ridotta funzione contrattile; gli indici di miocardionecrosi sono risultati negativi, considerando l’insufficienza renale cronica di cui è affetto il paziente. Pertanto la collega cardiologa, che attentamente ha seguito il paziente, lo ha inserito nella lista di attesa per eseguire un aggiornamento (up-grade) del pacemaker con impianto di un più sofisticato CRT-D.
Probabilmente con una maggiore collaborazione e buon senso di tutti gli attori in campo il caso poteva essere gestito senza creare tanto inutile allarmismo. Tra le altre cose nella stessa giornata era presente presso il Punto di Primo Soccorso di Agropoli il consulente cardiologo, che avrebbe potuto offrire la sua collaborazione.
L’occasione mi è propizia per ricordare alcuni concetti riguardo la gestione territoriale dell’infarto. Nelle ultime decadi, nei paesi occidentali abbiamo assistito ad una progressiva riduzione della mortalitĂ per infarto miocardico acuto (IMA) come risultato sia di un miglioramento negli interventi mirati alla prevenzione primaria e secondaria che di un trattamento piĂą efficace nella fase acuta dell’infarto. Ad oggi la gestione dell’IMA, proprio perchĂ© tempo-dipendente, rappresenta una delle principali sfide in termini organizzativi. Il trattamento mira innanzitutto  alla precoce ricanalizzazione dell’arteria responsabile dell’infarto e questo ha giocato un ruolo chiave nel migliorare la prognosi sia nel breve che nel lungo termine. Per poter raggiungere questo obiettivo in tanti Paesi soprattutto occidentali, l’organizzazione sanitaria prevede la realizzazione di una Rete, che individua Centri HUB (struttura ospedaliera di alta specializzazione che funge da fulcro di una rete assistenziale – ospedali con Emodinamica attiva h 24) che sono il punto di riferimento per le infrastrutture sanitarie che sul territorio gestiscono il primo contatto con l’emergenza cardiologica. Per rendere l’idea il sistema ha un’organizzazione simile alla  ruota di una bicicletta dove vi sono numerosi raggi (infrastrutture sanitarie territoriali) che confluiscono nel mozzo centrale (Centro HUB).
Per poter gestire nel migliore dei modi le emergenze Cardiologiche, in particolare l’infarto del miocardio ma non solo, è stata costruita la Rete Tempo dipendente dell’Infarto nella nostra ASL Salerno, e quindi anche nel Nostro territorio, che prevede l’interazione coordinata di tutti i punti di primo contatto medico (Pronto Soccorso di Ospedali, Punti di Primo Soccorso o servizio di Soccorso Territoriale del 118, che possiedono personale sanitario adeguatamente equipaggiato ed addestrato ad eseguire un ECG) con un Centro Hub, dotato di Emodinamica attiva H 24. La finalità è quella di trasferire il maggior numero possibile di pazienti con Infarto miocardico acuto direttamente nella sala di emodinamica del Centro Hub, eventualmente bypassando il dipartimento di emergenza, onde ottenere il ripristino del flusso coronarico nel piĂą breve tempo possibile. La Rete si avvale di un sistema di teletrasmissione dell’elettrocardiogramma (ECG) ad una Centrale Cardiologica (nel nostro caso la torre Cardiologica del Ruggi di Salerno) per la refertazione remota, allo scopo di implementare la diagnosi precoce di infarto. Nel nostro DEA Vallo-Agropoli, l’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania è un Centro Hub, con Emodinamica attiva H 24, che “risponde” a  un territorio che va da Agropoli fino a Sapri. Tale modello organizzativo in questi anni ha dimostrato di funzionare grazie alla professionalitĂ e l’operositĂ di tutti, ribadisco TUTTI, gli attori in campo: a documentare la “qualità ” e il buon funzionamento, come giĂ comunicato recentemente ci sono i dati presentati a livello nazionale nell’ambito del Piano Nazionale Esiti dall’Agenzia del Ministero della Salute (AGENAS), che documenta, giĂ da qualche anno che la mortalitĂ a 30 giorni nei pazienti colpiti da Infarto miocardico pari al 5.35% rispetto al 6.78% in Italia; mortalitĂ a 30 giorni per scompenso cardiaco del 7.48% rispetto 9.39% in Italia; e infine la rapiditĂ di intervento con angioplastica coronarica in caso di infarto, che superano la soglia stabilita dal Decreto Ministeriale 70 che definisce degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Sento il dovere di ringraziare tutti gli operatori sanitari (Medici, Infermieri, Parasanitari) in particolare, ma non solo quelli del 118, che lavorano con tante difficoltĂ , in trincea: sono stati numerosi i casi, in particolare durante i mesi estivi, di pazienti soccorsi per infarto del miocardio prontamente soccorsi sul territorio, e quelli complicati da arresto cardiaco, che sono stati adeguatamente rianimati, e oggi grazie alla loro professionalitĂ sopravvivono. GRAZIE.
Credo che nel DEA Vallo-Agropoli stiamo tutti, ribadisco TUTTI camminando sulla strada giusta per poter garantire ai nostri pazienti la risposta più adeguata in caso di un’emergenza cardiologica.
Basta con tanta negativitĂ . Valorizziamo il positivo che ognuno di noi, nessuno escluso, sta contribuendo a realizzare
Riguardo il ruolo dell’Ospedale di Agropoli, al di lĂ dei reparti giĂ attivi di Medicina Generale (20 PL), Recupero e Riabilitazione funzionale (60 PL) e quello di Lungodegenza (20 PL – ancora non attivato)  ritengo, come giĂ fatto per tanti anni, che bisogna attivare un avamposto sanitario degno di questo modo che possa gestire in maniera qualificata e efficiente le maggiori emergenze sanitarie; la popolazione che gravita nel bacino della CittĂ di Agropoli, in particolare e non solo nel periodo estivo, ha bisogno di avere una risposta adeguata al proprio bisogno di salute in particolare durante un’urgenza/emergenza.
Infine consentitemi di richiamare tutti ad un maggior senso di responsabilità , non creiamo falsi allarmismi, sterili polemiche e dannose contrapposizioni. Il Nostro è un DEA costruito su due territori Vallo della Lucania e Agropoli. Abbiamo il dovere di LAVORARE INSIEME E CRESCERE INSIEME, lo dobbiamo a TUTTE LE NOSTRE COMUNITA’.
“Nella concordia le piccole cose crescono. Nella discordia le grandi cose finiscono”