Il sindaco Santoro: “Sanità al collasso”
SALENTO – Un incidente grave su lavoro, una mano devastata e un percorso sanitario che si trasforma in un calvario senza fine. È la storia di un uomo di 56 anni di Salento, rimasto vittima durante il lavoro del crollo improvviso di una saracinesca che gli ha schiacciato la mano destra, provocando una frattura scomposta del quinto metacarpo con lesione dei tendini estensori.
Subito dopo l’incidente, l’uomo accompagnato da un collega di lavoro si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, dove, dopo i primi accertamenti, è emersa la gravità del trauma. I sanitari hanno stabilito che il paziente necessitava di un intervento di chirurgia specialistica della mano, e hanno quindi suggerito al paziente di raggiungere Napoli.
Sempre accompagno dal collega, il malcapitato ha raggiunto l’Ospedale dei Pellegrini presidio di riferimento per la chirurgia della mano. Qui il paziente è stato visitato per un primo accesso l’8 gennaio senza riuscire ad essere ricoverato. E’ tornato il giorno dopo e
come certificato da referto ufficiale di consulenza specialistica la diagnosi parla di
“Frattura scomposta del quinto metacarpo della mano destra con lesione dei tendini estensori e presenza di neoformazione. Applicata doccia gessata. Si consiglia intervento chirurgico”.
Ma l’odissea continua. Nonostante la necessità dell’operazione venga formalmente riconosciuta, dal reparto arriva la comunicazione di indisponibilità di posti letto e barelle, con conseguente mancata presa in carico del paziente. Una situazione che costringe l’uomo a tornare a casa, con una mano immobilizzata e il tempo che scorre pericolosamente contro la possibilità di un recupero funzionale completo.
A questo punto entra in gioco la figlia del 56enne, che decide di non arrendersi. È lei ad attivarsi personalmente, contattando strutture fuori regione, fino a individuare una possibile soluzione a Torino, dove il padre potrebbe finalmente essere sottoposto all’intervento necessario in un centro altamente specializzato in chirurgia della mano.
Una vicenda che ha suscitato forte indignazione e che riaccende i riflettori sulle condizioni della sanità nel Cilento. Durissime le parole del sindaco di Salento, Michele Santoro, che non nasconde rabbia e amarezza:
«Siamo di fronte all’ennesimo caso che dimostra il fallimento del sistema sanitario nei nostri territori. Un cittadino costretto a spostarsi di centinaia di chilometri per un intervento urgente, dopo essere stato rimbalzato da una struttura all’altra. È inaccettabile. Così si nega il diritto alla salute».
Un interrogativo che resta sospeso e che pesa come un macigno: com’è possibile che nel 2026 un cittadino debba affidarsi alla propria famiglia per trovare cure adeguate, lontano dalla sua terra?
L’odissea di questo lavoratore diventa così il simbolo di tante storie simili, in cui il diritto alla salute si trasforma in una corsa a ostacoli, fatta di attese, rifiuti e viaggi della speranza.