Un Natale drammatico quello vissuto dalla signora Maria, residente in località Sant’Antonio, nel territorio comunale di Vallo della Lucania. La donna, a seguito di una caduta, ha riportato la rottura del femore, rendendo necessario un intervento di soccorso che ha dell’incredibile e che riporta al centro dell’attenzione una situazione di degrado che si trascina da anni.
Per raggiungere l’ambulanza, lasciata in sosta a circa 300 metri dall’abitazione perché impossibilitata a proseguire, la signora Maria è stata stabilizzata sul posto e trasportata fino al mezzo di soccorso sulla barella, grazie all’aiuto degli infermieri e dei familiari presenti. Una scena che ha suscitato indignazione e rabbia tra i residenti. «È una vergogna», commentano senza mezzi termini.
La strada in questione è una comunale vicinale, priva di asfalto, senza canali di scolo e senza rete fognaria. Quando piove, l’acqua trascina via tutto, trasformando il percorso in un vero e proprio fiume in piena, con solchi profondi che rendono difficoltoso, se non impossibile, il passaggio anche a piedi. Le auto non riescono a scendere, così come il camion per la raccolta dei rifiuti: l’immondizia deve essere trasportata a mano per oltre 500 metri.
Non si tratta solo di abitazioni: oltre le case vi sono numerosi terreni coltivati a vigneto, i cui proprietari sono costretti da anni a fare i conti con una viabilità al limite della praticabilità. Da tempo, infatti, sulla strada non si eseguono lavori di manutenzione. Gli unici interventi sono stati realizzati, nel corso degli anni, dai privati, a proprie spese, nel tentativo di rendere almeno percorribile il tracciato.
La situazione è ben nota all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sansone, che ha ereditato un quadro complesso e stratificato. Recentemente, la Regione Campania ha stanziato circa tre milioni di euro per interventi infrastrutturali nella zona, ma la burocrazia – come spesso accade – ha i suoi tempi. Tempi che, però, per chi vive quotidianamente questi disagi, risultano ormai insostenibili.
La signora Maria vive sola da alcuni anni, da quando è venuto a mancare il marito Antonio. Anche lui, gravemente malato, aveva dovuto affrontare enormi difficoltà per essere trasportato durante le sue degenze ospedaliere, spesso ricorrendo a mezzi di fortuna o trattori, nelle stesse identiche condizioni di oggi. Una storia che si ripete, a distanza di anni, senza che nulla sia cambiato.
L’illuminazione pubblica è pressoché inesistente: un solo lampione illumina una strada che, soprattutto nelle ore serali e notturne, diventa ancora più pericolosa.
Ora, dopo questo ennesimo episodio, la signora Maria e i suoi familiari chiedono almeno interventi urgenti di messa in sicurezza, in attesa dei lavori strutturali più importanti. Un appello che potrebbe coinvolgere anche la Comunità Montana, affinché si attivino soluzioni tampone per restituire dignità e sicurezza a chi vive in questa area.
L’auspicio è che il grave incidente accaduto alla signora Maria possa finalmente accelerare l’iter dei lavori e porre fine a una situazione che, da troppo tempo, rappresenta una ferita aperta per una parte del territorio di Vallo della Lucania.