Il Tribunale di Salerno sostituisce i domiciliari con l’obbligo di dimora: “Condotta corretta e nessun rischio attuale”
Torna in libertà , con obbligo di dimora,  il maestro di taekwondo salernitano accusato di presunti abusi sessuali nei confronti di alcune allieve minorenni. La decisione è stata assunta dal Tribunale di Salerno, che ha accolto l’istanza difensiva disponendo la sostituzione della misura cautelare più afflittiva con quella meno restrittiva dell’obbligo di dimora.
Secondo quanto si legge nell’ordinanza, il Collegio ha ritenuto che “il tempo trascorso dall’applicazione della misura e la condotta sempre corretta mantenuta dall’imputato hanno reso non più attuali le originarie esigenze cautelari”, riconoscendo dunque la possibilità di un alleggerimento delle restrizioni.
Un passaggio che, come sottolineano i difensori dell’uomo, gli avvocati Francesco Raeli e Marco Nigro, “va oltre il mero piano tecnico, riafferma il principio di proporzionalità e restituisce coerenza sostanziale alla tutela della libertà personale, che non può essere compressa oltre quanto richiesto dall’attualità del procedimento”.
Gli avvocati hanno espresso fiducia nel prosieguo del processo: “Il dibattimento è appena iniziato – spiegano – e siamo convinti che emergerà pienamente la verità . Il nostro assistito si è sempre professato innocente e ha tenuto un comportamento collaborativo e rispettoso delle prescrizioni imposte”.
La difesa ricorda inoltre che, nel corso del secondo incidente probatorio, “tre dei sei minori originariamente citate nella denuncia hanno smentito ogni accusa, descrivendo l’ambiente sportivo come gioioso e sereno”.
L’uomo, 68 anni, residente a Capaccio Paestum, è accusato di violenza sessuale (art. 609 bis c.p.) ai danni di una bambina di 9 anni e di due gemelline di 11, con l’aggravante di aver commesso i presunti abusi ai danni di minorenni, all’interno di un istituto d’istruzione e in maniera continuata, tra il giugno 2021 e il maggio 2023. Secondo l’impianto accusatorio, durante gli esercizi di stretching avrebbe toccato ripetutamente le allieve in modo inappropriato, nascondendosi dietro la giustificazione di mostrare i movimenti corretti.
La sostituzione della misura cautelare segna un punto di svolta nel procedimento: un equilibrio tra le esigenze di giustizia e la tutela delle garanzie individuali, riportando la misura alla sua funzione originaria di strumento temporaneo e proporzionato, in attesa che il dibattimento faccia piena luce sui fatti contestati.