Arrestato  un 41enne per furto in abitazione e un 54enne ai domiciliari per atti persecutori
Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Santa Maria di Castellabate, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 41 anni, accusato di furto aggravato in abitazione ai danni di un’anziana residente a Castellabate.
Secondo quanto emerso dalle indagini preliminari, l’indagato, con la complicità di un’altra persona non ancora identificata, avrebbe messo in atto una sofisticata truffa ai danni della vittima. Il complice, spacciandosi telefonicamente per un maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Agropoli, avrebbe contattato la figlia dell’anziana convincendola a recarsi in caserma, con il falso pretesto che l’auto dei genitori fosse stata utilizzata per una rapina in gioielleria.
Approfittando dell’assenza della donna, il 41enne avrebbe poi telefonato all’anziana, fingendosi un ufficiale giudiziario incaricato di verificare la provenienza dei monili d’oro presenti in casa. Raggiunta l’abitazione, avrebbe indotto la vittima a mostrare i preziosi e, nel momento in cui questa si è insospettita e ha manifestato l’intenzione di contattare i Carabinieri, l’uomo si sarebbe impossessato dei gioielli e sarebbe fuggito a bordo di un’autovettura.
Sempre questa mattina, i Carabinieri della Stazione di Ogliastro Cilento hanno eseguito un’altra misura cautelare nei confronti di un uomo di 54 anni, indagato per atti persecutori. Nei suoi confronti era stato disposto il divieto di dimora e di avvicinamento alla vittima, con applicazione del braccialetto elettronico. Tuttavia, a seguito del suo rifiuto di indossare il dispositivo, la misura è stata trasformata in arresti domiciliari.
Secondo le indagini, l’uomo non avrebbe accettato la fine di una relazione sentimentale e avrebbe iniziato a perseguitare la donna con comportamenti ossessivi: pedinamenti, appostamenti nei pressi dell’abitazione, continue telefonate e gravi minacce, anche riferite al possesso di un’arma. In un episodio, avrebbe raggiunto la vittima in un locale pubblico, molestandola pesantemente e costringendo il personale di sicurezza a intervenire.
Entrambi i procedimenti sono tuttora in fase di indagine e la fondatezza delle accuse sarĂ valutata nelle successive fasi del giudizio