Dopo “La Canzone Cilentana” anche “La Frecagnola”, entra nell’Inventario del
Patrimonio Culturale Immateriale Campano (IPIC).
Domenico Nicoletti
Il Cilento sempre più rappresentato nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale
Campano (IPIC), grazie alla sempre piĂą diffusa riscoperta di tradizioni millenarie e del valore
identitario di tanti “elementi culturali” rappresentati e sviluppati nella persistenza di momenti di
trasmissione formale e informale, il coinvolgimento delle giovani generazioni, il rispetto della
parità di genere nell’accesso agli elementi culturali e la partecipazione attiva delle comunità di
riferimento nella messa in atto di azioni di salvaguardia e valorizzazione del territorio cilentano.
Oltre alla “Canzone Cilentana” dello scorso anno1, che ha aperto uno scenario evolutivo socio
culturale del Cilento a partire dalle antichissime tradizioni e riti delle confraternite con il “canto
a distesa”, fino al riconoscimento dell’inno del Cilento di Giuseppe De Vita e delle nuove forme
di interpretazione della “Tarantella Cilentana” di Pasquale Alario recentemente premiato
nell’anteprima della “Frecagnola 2025”, è la volta della stessa millenaria fiera della Frecagnola
riconosciuta con l’elemento: “La cultura agro-pastorale della “Fiera della Frecagnola” riti e socialitĂ
cilentana”, ai fini della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale campano.
“Frecagnola” è infatti, il nome di un evento storico-culturale di aggregazione popolare, sorto
intorno ad un’antica fiera degli animali, l’unica ad essersi conservata e ampliata nelle sue
manifestazioni di cultura agro-alimentare nell’area dell’attuale Cilento (WH UNESCO 1998 come
Paesaggio Culturale). L’evento fieristico nasce nel XV secolo (intorno all’antichissima festa di S.
Lucia) e attualmente si rinnova ogni anno, nei cinque giorni che precedono la seconda domenica di
settembre. Si tratta di un elemento che rientra nella lettera d) «cultura agro-alimentare», art. 3 del
disciplinare IPIC come un insieme delle pratiche legate alla tradizione contadina e gastronomica di
Cannalonga e del Cilento rurale, espressione identitaria di una comunitĂ agro-pastorale che si perde
nella notte dei tempi.”2
Negli anni, “Frecagnola” è diventata molto di più che una comune manifestazione fieristica.
Infatti, nei cinque giorni che precedono la seconda domenica di settembre, si dĂ vita ad un nutrito
programma di eventi culturali, musicali e gastronomici, che interessano il centro storico del
borgo di Cannalonga (SA), dove al fianco della tradizionale e rinnovata fiera degli animali si
alternano gruppi itineranti di musica popolare, si scambiano e si realizzano attrezzi e strumenti
dell’agricoltura tradizionale, strumenti musicali artigianali, mostre fotografiche e incontri
culturali imperniati sulla storia degli usi e dei costumi locali, ma soprattutto dei riti pastorali e
gastronomici rurali che fanno di questo evento l’esaltazione della cultura agro-pastorale del
Cilento. “Frecagnola”, tra tradizione e innovazione nella sua evoluzione culturale sta rianimando
i riti e miti della “transumanza”, pratica Viva nella cultura dei giovanissimi allevatori cilentani,
interpreti e protagonisti di un modello della qualitĂ della vita espressione della cultura del cibo
del mediterraneo, egregiamente reinterpretato nella “Pastorale Cilentana” ad EXPO 2015 come
valore universale del ciclo della vita legato alla bellezza dei luoghi e delle sue tradizioni (la nascita
1 Dossier di candidatura curato da Angelo Loia, Luisa Rizzo, Lillo De Marco, Domenico Nicoletti.
2 Dossier di candidatura curato da Domenico Nicoletti già “mastro di festa 2023”, e attuale Segretario dell’Ente Fiera
(ETS) .
e crescita dei valori dell’umanità nella sua relazione con la natura, negli spazi di convivialità ,
l’emozione del viaggio, il baratto in natura, il mercato, la festa e la sua dimensione universale) 3
.
“Viva soddisfazione” del Presidente dell’Ente Fiera della Frecagnola “Nello Onorati” (ETS),
Domenico Pizzolante che con la sua squadra, hanno presentato la candidatura,
“un bel regalo
proprio alla vigilia del rinnovarsi dell’edizione 2025 che vede molte novità nel rispetto della
tradizione e della responsabilitĂ di un bene della comunitĂ di Cannalonga che partecipa coralmente
all’evento rinnovando quello spirito di fratellanza e ospitalità cilentana che ha sempre
contraddistinto la nostra manifestazione” prosegue con “un invito a partecipare dal 10 al 14
prossimi, alla fiera della frecagnola per rivivere atmosfere di “una storia vera”
.
Con lo stesso orgoglio di appartenenza e responsabilitĂ verso il bene comune il Sindaco di
Cannalonga Carmine Laurito “Il riconoscimento rafforza il nostro impegno per rinvigorire la storia
e l’origine di un momento culturale unico nel Cilento che affonda le radici nella storia trasumante
dei nostri pastori -già patrimonio culturale immateriale dell’Umanità dell’UNESCO- recuperando
tradizioni, usi e costumi che oggi sono un patrimonio vivente nella fiera degli animali e delle
produzioni locali da allevamenti tradizionali, adottando misure volte alla tutela e salvaguardia
dell’elemento per lo sviluppo socio economico dei nostri territori, oltre al patrimonio
enogastronomici riconosciuto nell’elenco delle produzioni tradizionali della Regione Campania 4”
.
Con la “Frecagnola” nel Cilento, vengono riconosciuti i seguenti ulteriori “elementi culturali”
immateriali: “Solenni festeggiamenti in onore di San Pantaleone Medico e Martire” di Vallo della
Lucania presentato dal Comitato Festa di San Pantaleone, “La Festa di San Bartolomeo
Apostolo”
, presentato dalla ComunitĂ di Pellare frazione del comune di Moio della Civitella,
“Il
Palio della stuzza” del Comune di Castellabate, “La Tradizione delle cente votive in onore della
S.S. Madonna del Granato” presentato dalla Comunità di Capaccio Paestum, arricchendo il
quadro delle tante iniziative giĂ presenti nel catalogo del patrimonio culturale immateriale e
le pratiche tradizionali della Campania5 pubblicato sul sito web di SCABEC, che ogni anno dedica
e questo PATRIMONIO una tre giorni di approfondimenti e rappresentazione di tutti gli
“elementi culturali” immateriali riconosciuti dalla Regione Campania, presso il NEXT di Capaccio-
Paestum. “L’Inventario cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche
tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunitĂ
campana, così come definite dalla Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale
immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/2007.
Per “patrimonio culturale immateriale” si intendono le prassi, le rappresentazioni, le espressioni,
le conoscenze, il saper fare, gli usi sociali, i riti e momenti festivi collettivi, anche di carattere
religioso, come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi,
che le comunitĂ riconoscono in quanto parte del patrimonio culturale campano, trasmettendoli di
generazione in generazione, costantemente ricreati in risposta al loro ambiente, alla loro
interazione con la natura e alla loro storia in quanto senso d’identità e di continuità , promuovendo
in tal modo il rispetto per la diversitĂ culturale e la creativitĂ umana.