La direttrice del Polo Museale Prof. Giuseppe Stifano di Moio della Civitella, arch. Giuseppina del Giudice, annuncia con orgoglio l’iscrizione della Festa di San Bartolomeo di Pellare all’IPIC – Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano.
«Si tratta della prima azione intrapresa dopo la mia nomina a direttrice – dichiara del Giudice – un gesto che non ho compiuto a titolo personale, ma come rappresentante dell’intera comunità. Chi viene investito della responsabilità di tutelare il patrimonio culturale di una comunità ha il dovere morale di non limitarsi alla salvaguardia delle singole strutture e degli oggetti materiali, che rappresentano il patrimonio più tangibile di un luogo, ma di impegnarsi in azioni che, a 360 gradi, riguardino l’intero patrimonio culturale, compreso quello immateriale, che dà senso e vitalità alla vita collettiva, rappresenta l’identità di una comunità e, in quanto tale, va tutelato».
L’iscrizione all’IPIC è dunque un gesto per dare voce e riconoscimento istituzionale a una tradizione che da secoli costituisce il cuore identitario di Pellare.
L’IPIC, istituito dalla Regione Campania con L.R. n. 38/2017, è lo strumento di salvaguardia e valorizzazione delle pratiche culturali immateriali, in linea con la Convenzione UNESCO del 2003. L’iscrizione della Festa di San Bartolomeo certifica la sua storicità, la trasmissione intergenerazionale, il coinvolgimento della comunità e il suo valore sociale, culturale e spirituale.
«È stato un lavoro di squadra che ha richiesto tempestività, ricerca storica e documentale e la capacità di tradurre la tradizione locale nei parametri richiesti dall’IPIC – sottolinea la direttrice –. Desidero ringraziare per questo il prezioso aiuto di Vincenzo Merola e Imma Stifano, che hanno seguito con me l’intero iter. Angela Passannanti che ha fornito un prezioso video documentale dell’intera festa e dei riti ad essa legati. Un ringraziamento va anche alle istituzioni che hanno sostenuto la candidatura: la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino per la significativa nota di sostegno, il Sindaco Enrico Gnarra per la sua accorata lettera e don Angelo Imbriaco per l’adesione profonda, ricca di valori spirituali e comunitari».
Accanto a Pellare, lo stesso riconoscimento è stato ottenuto anche da Vallo della Lucania, Cannalonga e Castellabate: un traguardo di interesse storico e sociale che apre a una riflessione più ampia.
“Il beneficio più grande lo riceve il Cilento” continua la Direttrice “inteso come entità culturale unitaria che accoglie e integra le singole identità dei suoi comuni. Non è soltanto il valore dei singoli elementi a essere riconosciuto, ma l’insieme di questi riconoscimenti che contribuisce a salvaguardare il patrimonio culturale immateriale del Cilento nella sua interezza.”
Questo risultato non appartiene a una singola persona ma a tutta la comunità: rafforza l’identità collettiva e apre nuove prospettive di salvaguardia e valorizzazione. Da oggi, il Comitato Festa nella persona del presidente Angelo Arena, sarà investito di una responsabilità ancora più grande: custodire un bene immateriale riconosciuto dalla Regione Campania, equiparabile – per dignità e importanza – a patrimoni già tutelati come la Dieta Mediterranea.
Un traguardo storico per Pellare e per il Cilento: memoria e tradizioni diventano futuro.