Da oggi, 1° settembre, il punto nascita dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri è operativo esclusivamente per le urgenze ostetriche. È entrata infatti in vigore la delibera della Giunta regionale che impone il trasferimento delle partorienti non in emergenza all’ospedale di Vallo della Lucania.
Una decisione annunciata già all’inizio di luglio dal direttore generale dell’Asl di Salerno, Gennaro Sosto, nel corso di un incontro con sindaci, rappresentanti istituzionali e comitati. In quell’occasione la notizia non suscitò particolare clamore, forse nella speranza che potessero giungere segnali diversi da Napoli.
La norma approvata lo scorso luglio dal Consiglio regionale, che inseriva Sapri tra le cosiddette “aree svantaggiate”, non è riuscita a scongiurare la sospensione dei parti programmati. Una misura che, seppur rinviata più volte, è infine scattata anche per l’ospedale di frontiera del Golfo di Policastro.
Al momento si confida in un possibile intervento del presidente Vincenzo De Luca, che potrebbe decidere di sospendere l’applicazione del provvedimento almeno fino a dicembre, anche in considerazione del clima elettorale. Intanto resta l’attesa per il ricorso al TAR annunciato dalla Regione contro il piano di rientro, cui potrebbero affiancarsi anche il Comitato di Lotta per l’Ospedale di Sapri e le istituzioni locali con una propria azione legale.
Per la prima metà di settembre è inoltre previsto l’arrivo a Sapri dello stesso direttore generale Sosto per un tavolo tecnico, richiesto dal Comitato, finalizzato a fare il punto sulle criticità e sulle prospettive dell’intero presidio ospedaliero dell’Immacolata, da anni considerato fondamentale ma spesso penalizzato.