La squadra esclusa dal Campionato di Eccellenza
Scoppia la protesta: durissimo comunicato del gruppo ultras contro la gestione societaria
La rabbia dei tifosi contro il direttore generale Costabile Mondelli, con i tifosi che si sono radunati dinanzi alla sua attivitĂ commerciale.
AGROPOLI – Una bufera scuote l’Unione Sportiva Agropoli, storica società calcistica con oltre un secolo di storia. A scatenare la rabbia e l’indignazione dell’ambiente è stato un duro comunicato ufficiale diffuso dal gruppo ultras, che accusa senza mezzi termini l’attuale gestione societaria, e in particolare una figura — identificata come responsabile del tracollo — di aver sabotato volontariamente l’iscrizione della squadra al campionato di Eccellenza.
Secondo quanto riportato nel comunicato, l’uomo al centro della bufera, identificato dai tifosi con il nome di Mondelli, avrebbe messo in atto una serie di manovre deliberate per ostacolare il futuro del club: dalla sottrazione dei fondi al cambio delle password societarie, fino al blocco delle operazioni necessarie per l’iscrizione al prossimo campionato.
“Basta con questa ingiustizia, basta con questa vigliacca presa in ostaggio della nostra squadra”, si legge nel testo infuocato diffuso dagli ultras, che parlano apertamente di “gesto ignobile” e “tradimento della storia e dell’identità ” dell’US Agropoli. L’intervento tempestivo e disperato di alcuni dirigenti e sostenitori — Cerruti, Infante, Ferrigno e Fusco — ha evitato il peggio, permettendo il pagamento in extremis dell’iscrizione. Ma il danno, secondo la tifoseria, è ormai compiuto.
Le accuse sono gravissime: “ci hanno rubato non solo il denaro, ma anche il sogno, la dignità ”, scrivono gli ultras. Il comunicato si conclude con una richiesta netta e irrevocabile: le dimissioni immediate dell’intero consiglio direttivo e l’invocazione a tutta la comunità sportiva locale di unirsi in difesa della propria squadra.
Un appello che suona come una chiamata alla mobilitazione: tifosi, famiglie, imprenditori, cittadini. Tutti sono chiamati a reagire a quella che viene definita “una delle pagine più buie della nostra storia sportiva”.
In una piazza che vive di calcio e passione, come Agropoli, la situazione rischia di esplodere. Il silenzio della società , almeno per ora, è assordante. Ma il tempo stringe: la fiducia è ai minimi storici, la pazienza è finita. E il popolo biancazzurro vuole risposte, vuole giustizia. E soprattutto: vuole l’Agropoli.