Due le opere che più di tutte hanno segnato il territorio: la Diga dell’Alento e il Consorzio di Bonifica Velia
SALERNO – Il Cilento si ferma, commosso, per dire addio a Franco Chirico. Uomo delle istituzioni, visionario, costruttore del futuro. Un personaggio che ha attraversato e segnato profondamente più di mezzo secolo di storia cilentana. Con lui se ne va non solo un avvocato, un politico, un economista, un banchiere, ma soprattutto un costruttore di territori e un amante viscerale della sua terra.
Figura carismatica, controversa, determinata, Chirico ha saputo portare il Cilento fuori da un isolamento secolare. Lo ha fatto con un’opera titanica di ingegneria idraulica e visione politica che ha restituito dignità, risorse e prospettive a un territorio dimenticato. Per questo, negli anni ’80, l’allora ministro per le aree urbane Carmelo Conte lo definì “il Mattei del Cilento”, paragonandolo a Enrico Mattei per la capacità di pianificare, lottare, costruire.
Due in particolare le opere che più di tutte ne raccontano il genio e la tenacia.
La Diga dell’Alento, completata dopo anni di studi, battaglie e investimenti, ha rappresentato la svolta. Non solo una grande infrastruttura idrica, ma un simbolo di autonomia, un motore per l’agricoltura, per la sicurezza del territorio, per l’ambiente. Intorno ad essa, Chirico ha costruito una vera e propria oasi ambientale, un polmone verde che oggi è anche meta di turismo sostenibile, di educazione ambientale, di sviluppo consapevole.
Accanto alla diga, c’è il Consorzio di Bonifica Velia, altra sua creatura. Un ente diventato, sotto la sua presidenza, uno strumento di modernizzazione dell’agricoltura e della gestione del suolo. Ha dato lavoro, risposte, speranze. È diventato, nel tempo, modello nazionale di organizzazione e visione territoriale, tanto da essere ancora oggi punto di riferimento per le politiche irrigue nel Sud.
Instancabile fino alla fine, nel 2024, a 86 anni, aveva ricevuto per l’ennesima volta la fiducia dei consorziati con una maggioranza schiacciante: 255 voti su 307 per guidare ancora il Consorzio Irriguo di Miglioramento Fondiario. Un record di longevità politica e operativa, forse unico al mondo.
Nella sua lunga carriera non sono mancati contrasti, polemiche, processi (da cui è sempre uscito a testa alta), incomprensioni. Ma la storia – quella vera – gli riconosce oggi un ruolo chiave: quello di uomo che ha preso per mano un territorio e lo ha accompagnato nel futuro.
Con Franco Chirico il Cilento perde un pezzo importante della sua anima. Ma resta il solco profondo che ha lasciato. Un solco fatto di opere, idee e passione. Un’eredità che pesa, ma che illumina.