Di Mario Bamonte

Primo compito spirituale del cristiano, ci ricorda il papa, è “abbandonare il Dio che pensiamo di
conoscere e convertirci ogni giorno al Dio che Gesù ci presenta nel Vangelo, che è il Padre
dell’amore e il Padre della compassione”.
Il Vangelo di domenica, infatti, ci presenta un Gesù in costante movimento per farsi prossimo dalla
gente, in particolar modo di tutti coloro che vivono situazioni di disagio. Pertanto il “Gesù che va
incontro all’umanità ferita ci manifesta il volto del Padre”, un volto diverso dall’idea che spesso
abbiamo di Dio: “distante, freddo, indifferente alla nostra sorte”.
Dio infatti è un “Padre pieno d’amore che si fa vicino, che visita le nostre case, che vuole salvare e
liberare, guarire da ogni male del corpo e dello spirito”.
Francesco sintetizza l’atteggiamento di Dio in tre parole: vicinanza, compassione e tenerezza.  Ed è
prendendo consapevolezza di questo atteggiamento che “non restiamo più “cristiani da sacrestia”, o
“da salotto”, ma ci sentiamo chiamati a diventare portatori della speranza e della guarigione di
Dio”.

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