Di Mario Bamonte

Paura o fiducia è questo il bivio davanti al quale ci troviamo nel nostro rapporto con Dio. “Due modi diversi di accostarci a Dio” precisa Francesco nell’Angelus di domenica, come del resto è la reazione differente dei tre servi della parabola dei talenti, dopo che il padrone affida loro i suoi beni prima di partire per un viaggio, “li distribuisce in base alle capacità di ciascuno. Al ritorno chiede conto di ciò che hanno fatto. Due di loro hanno raddoppiato quanto ricevuto e il signore li loda, mentre il terzo, per paura, ha seppellito il suo talento e può solo restituirlo, ragione per cui riceve un severo rimprovero.”
Quest’ultimo è guidato dalla paura nei confronti di Dio, “non vede la stima, non vede la fiducia che il signore ripone in lui, ma vede soltanto l’agire di un padrone che pretende più di ciò che dà, di un giudice. Questa è la sua immagine di Dio: non riesce a credere alla sua bontà, non riesce a credere alla bontà del Signore nei nostri confronti. Per questo si blocca e non si lascia coinvolgere nella missione ricevuta.”
Mentre i primi due, alla paura preferiscono la fiducia, “investono tutto quello che hanno ricevuto, anche se non sanno in partenza se tutto andrà bene: studiano, vedono le possibilità e con prudenza cercano il meglio; accettano il rischio di mettersi in gioco. Si fidano, studiano e rischiano. Così hanno il coraggio di agire con libertà, in modo creativo, generando nuova ricchezza”
Davanti al bivio siamo chiamati a scegliere quale strada seguire, paura o fiducia, senza dimenticare che “la paura paralizza, la fiducia libera”. Metterci in gioco contro ogni previsione, puntando tutto su Dio.

Mario Bamonte

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