đź”´Ascea, il sindaco attacca: non ci interessa il giudizio di una minoranza incapace di fare una proposta

“Non ci interessa il giudizio di una minoranza consiliare incapace di fare una proposta e di comprendere i rilievi della Corte dei conti”.

Il pomo della discordia tra maggioranza e minoranza consiliare ad Ascea è la determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità. Un fondo previsto dalla legge e in cui vanno accantonate obbligatoriamente delle risorse per evitare rischi futuri, che va calcolato in base alla media dell’ammontare dei residui attivi dei cinque anni precedenti.

La Corte dei Conti con la richiesta istruttoria del 01.10.2020 ha affermato: “Per quanto concerne la corretta determinazione del fondo crediti dubbia esigibilità, in base al modello di analisi elaborato dalla sezione, che si trasmette in allegato, emergerebbe che al 01.01.2015 il FCDE avrebbe dovuto assumere una dimensione di almeno 7.808.362,58” e al 31.12.2019 doveva essere di € 10.852.255,72, mentre a tale data l’Ente ha accantonato un fondo di 6.147.532,76, e cioè da integrare con € 4.704.722,96.

“Il fulcro della questione -afferma il sindaco Pietro D’Angiolillo- come si evince dai rilievi della Corte dei conti, è che il problema si è verificato al 31.12.2014 e quindi è relativo agli anni precedenti, dato che il fondo si calcola tenuto conto della media dei residui del quinquennio precedente. L’opposizione dovrebbe chiedere al responsabile del settore finanziariodell’epoca (2010-maggio 2014) cosa sia successo ai residui, visto che hanno generato un fondo di quasi 8 milioni di euro. D’altra parte, in quel tempo, l’attuale minoranza non ha condiviso le mie battaglie, ma era dall’altra parte”.

“Dall’analisi contabile della Corte dei conti -prosegue il sindaco- emerge un altro dato molto importante. Dal 2012 al 2014 bisognava accantonare 7 milioni e ottocento mila euro, mentre nei 4 anni successivi 2015-2019 bisognava accantonare solo 3.043.000,00. Ciò postula che la mia amministrazione è stata virtuosa, visto che abbiamo accantonato non 3 milioni, ma ben € 6.147.532,76 comprensivi anche dei 2.800.000 € accantonati della passata amministrazione”.

Tale situazione contabile, ha sottolineato la maggioranza, è emersa oggi in quanto, in precedenza, forse per le oggettive difficoltà e delle varie possibilità del calcolo del fondo, non è stata segnalata dal responsabile del servizio finanziario, né dal revisore dei conti che ha dato tutti i pareri favorevoli, né dal Commissario prefettizio (insediato dal dicembre 2013 a maggio 2014),  né dalla la minoranza, che pur aveva il dovere di controllare.

“In verità -afferma il sindaco- abbiamo ereditato una situazione debitoria complicata e complessa, ma ciò nonostante nel corso degli anni abbiamo risparmiato, rispetto al 2013, circa  3 milioni e seicentomila di spese correnti, abbiamo abbassato le aliquote della tassa sui rifiuti, abbiamo abbassato al minimo la Tosap (fissata al massimo dal 1994), abbiamo aumentate le entrate tributarie da 4.000.000,00 nel 2015 a 5.085.577,00 nel 2019, abbiamo realizzato una miriade di opere pubbliche, abbiamo promosso l’immagine di Ascea e progettato le grandi opere (approdo turistico, accordo per il museo Velia, Scogliera e la messa in sicurezza delle cale).”

“Non ci interessa -conclude il sindaco- il giudizio di una minoranza consiliare incapace di fare una proposta, di comprendere le difficoltà in cui si opera e di comprendere i rilievi della Corte dei conti, prospettando narrazioni false e illogiche. Continueremo a costruire con pazienza, volontà ed impegno, sistememando anche i danni provocati da altri, per essere giudicati dal Tribunale della Storia e non certo da una minoranza che è già stata condannata in due tornate elettorali e dal Tribunale della Ragione”.

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