đź”´Fallimento Yele, rischiano in processo Ametrano, Di Blasi e Falcione

Per l’ex presidente Ametrano stralciati molti capi di imputazione  rispetto alle ipotesi iniziali


Fallimento Yele, rischiano il processo l’ex presidente Marcello Ametrano, il direttore generale Sergio Di Blasi, e Gabriele Falcione nel consiglio di amministrazione dal 2010 al 2013. La richiesta di rinvio a giudizio Ă© arrivata al termine della indagini condotte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo sulla gestione della societĂ  partecipata che per anni ha gestito la raccolta e smaltimento rifiuti in 49 comuni del territorio cilentano. Per Ametrano, assessore comunale a Vallo e consigliere provinciale, Di Blasi vice sindaco di Pisciotta e Falcione amministratore di Sessa Cilento il prossimo 21 aprile si terrĂ  l’udienza preliminare. Per l’ex presidente Ametrano anche dopo il Riesame sono state stralciati molti capi di imputazione
rispetto alle ipotesi iniziali. L’inchiesta inizialmente ha coinvolto 29 persone che a vario titolo figuravano nel cda della Yele o nel collegio dei sindaci o ancora come consulenti. Tra di essi i primi cittadini di Alfano Elena Anna Gerardo, di Caselle in Pittari Giampiero Nuzzo, di Monteforte Cilento Antonio Manzi, l’ex vicesindaco di San Giovanni a Piro Alberto Astone e l’ex sindaco di Campora Giuseppe Vitale che fu commissario liquidatore del Corisa4. Per tutte queste altre persone, il gip, su richiesta del pubblico ministero  ha giĂ  archiviato il procedimento.  Secondo l’accusa la Yele aveva creato un “buco” nei bilanci di oltre 30 milioni di euro, con grave pregiudizio per i creditori e l’Erario.​ Dalle risultanze investigative sarebbe emersa la sistematica inadempienza anche degli obblighi verso istituti di credito e finanziarie che avevano erogato la “cessione del quinto” ai dipendenti della Yele, che invece tratteneva tali spettanze per scopi propri. La Guardia di Finanza, su disposizione del Gip, aveva eseguito nei confronti di 14 dei 29 indagati un sequestro preventivo di beni per equivalente fino alla concorrenza di circa 20 milioni e mezzo di euro. Un centinaio di beni immobili, tra fabbricati e terreni, 25 veicoli e disponibilitĂ  finanziarie per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. I sequestri furono poi annullato dal Riesame.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare le caratteristiche del sito e la tua esperienza di navigazione. Se prosegui la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni o se non desideri accettare i cookie quando utilizzi questo sito web, visita la nostra pagina  Informativa globale sull’utilizzo dei cookie e tecnologie simili.