Diffamò il maresciallo dei carabinieri, condannato Dario Vassallo. L’avvocato: “Ricorreremo in Cassazione”

È stato condannato al pagamento di 900 euro di sanzione per aver diffamato sui social, l’ex maresciallo dei carabinieri in servizio presso la stazione di Pollica nel 2010, il presidente della fondazione “Angelo Vassallo, sindaco pescatore” e fratello del primo cittadino cilentano Angelo, Dario Vassallo.

A stabilirlo, una sentenza emessa questa mattina, dai giudici della Corte d’Appello di Salerno che si sono pronunciati a seguito del ricorso presentato dal legale di Vassallo, l’avvocato Dario Barbirotti, in appello alla condanna di primo grado, a sei mesi di reclusione, per il fratello del sindaco trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 a Pollica.
Omicidio, i cui mandanti ed esecutori della morte del sindaco Angelo Vassallo, a dieci anni di distanza dal tragico evento, restano ancora senza nome e sul quale indaga con massimo riserbo la Procura della Repubblica di Salerno.

A trascinare nell’aula di giustizia Dario Vassallo, l’allora maresciallo dei carabinieri della stazione di Pollica in servizio nel 2010 nel borgo marinaro cilentano. Al centro della vicenda, un post scritto e pubblicato nel 2013, sul canale social del profilo facebook di Dario Vassallo e nel quale il fratello del sindaco avrebbe fatto allusione al cognome del militare, facendo riferimento ad una similitudine tra il nome del sottoufficiale dell’Arma e il titolo di un libro presentato ad un convegno sulla legalità al quale il presidente della Fondazione aveva preso parte qualche giorno prima. Post che ha portato il militare a querelare per diffamazione Dario Vassallo. Nel processo di primo grado, i giudici avevano condannato Vassallo, ritenendolo colpevole del reato di diffamazione, a 6 mesi di carcere.

Condanna alla quale Vassallo, difeso dall’avvocato Dario Barbirotti, ha fatto ricorso in Corte d’Appello, chiedendone l’assoluzione per “irrilevanza del fatto”.
“Lo sfogo di Vassallo sui social – ha sottolineato il legale ieri mattina, nel processo che si è svolto a porte chiuse, davanti ai giudici della Corte d’Appello di Salerno – era uno sfogo di ribellione ad una vera e propria ingiustizia subita davanti ad una scena del crimine che, a poche ore dall’omicidio di un uomo dello Stato, non era stata preservata perché vicino al cadavere del sindaco che era ancora in macchina, vi erano persone che fumavano e continuavano a buttare mozziconi di sigarette a terra. Errori e lentezza nelle indagini – ha spiegato il legale, presentando ai giudici una intervista rilasciata dall’allora Procuratore di Salerno, Franco Roberti, ad un quotidiano – che sono stati territoriali”.
Lo stesso legale di Vassallo ha anche letto e depositato agli atti della Corte, le missive di ringraziamento -“per il lavoro svolto dalla fondazione e dal presidente Dario Vassallo, nella instancabile ricerca della verità sull’omicidio del primo cittadino e la vicinanza delle Istituzioni civili e militari a garantire giustizia alla memoria del sindaco ucciso”- inviate dai comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri, dal Santo Padre Francesco, dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e da decine di massime autorità dello Stato italiano ed estere, ed indirizzate a Dario Vassallo.

“Che lezione si vuole dare, con una condanna di sei mesi di carcere, ad un uomo che gode della stima dell’Arma, del Papa e delle massime autorità dello Stato, solo perché si batte per la legalità e per la ricerca della verità e della giustizia per la morte del fratello e di uomo delle Istituzioni?”-ha chiosato il legale in fase processuale.
Il pubblico ministero però, nell’udienza che si è svolta ieri presso il Palazzo di Giustizia, ha chiesto la condanna di Vassallo con la richiesta di conferma dei 6 mesi di reclusione, ma i giudici della Corte d’Appello, dopo aver ascoltato Barbirotti, hanno ribaltato la richiesta avanzata dal legale della parte civile offesa e dalla pubblica accusa, condannando Dario Vassallo al solo pagamento di 900 euro di sanzione.

“Da avvocato – spiega il legale di Vassallo, Dario Barbirotti – sono soddisfatto a metà. Nelle prossime ore- annuncia-valuteremo la possibilità di presentare ricorso in Cassazione”.

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