🔴Consorzio Velia dopo 40 anni, Chirico lascia la presidenza «Cilentani, non mollate»

“La mia eredità come punto di partenza per conseguire nuovi obiettivi a favore della Comunità locale”.

Con queste parole l’avvocato Franco Chirico, dopo ben quattro decenni si è congedato dalla guida del Consorzio Velia. Una decisione non improvvisa ma maturata dopo una lunga riflessione. Le elezioni che si sono svolte nella giornata di domenica scorsa per  il rinnovo delle cariche sociali hanno visto l’elezione del neo presidente, l’ingegnere Massimo Ambrosio, figura designata dallo stesso Chirico. “Avendo tagliato un traguardo di longevità non comune di circa 40 anni di presidenza, con un’interruzione di circa 3 anni dal 2002 al 2004, e considerandomi a fine corsa per essere prossimo a compiere 87 anni, è giusto – si legge nella lettera inviata dall’avvocato ai soci alla voglia delle elezioni – che faccia un passo indietro per affidare il timone dell’ente ad una persona affidabile e competente. Il più della mia vita l’ho fatto, mi sento appagato di quello che ho fatto e soprattutto di aver portato due minuscoli enti da una situazione di sostanziale inesistenza, nella quale si trovavano alla fine degli anni 60, ai traguardi delle acquisizioni attuali”. L’avvocato Chirico ha fatto un passo indietro passando il testimone, ma non intende uscire di scena. È pronto a continuare a battersi per conseguire il suo chiodo fisso: lo sviluppo locale del territorio. “Grazie  a Dio – dice – ho le energie fisiche e mentali per impegnarmi ancora nel prossimo quinquennio, chiederò al Consiglio dei Delegati di volermi nominare Vice presidente con la delega a portare ad attuazione il pacchetto di progetti esecutivi infrastrutturali redatti dal Consorzio, negli ultimi tre anni, per l’importo di oltre 90 milioni di euro, nel Piano Nazionale dei Progetti che la Regione e il Governo italiano dovranno inviare a Bruxelles per accedere ai 209 miliardi del Recovery Fund”. Per Chirico in questo processo di cambiamento, dovranno essere attori principali i Comuni e gli imprenditori e le forze sociali. E anche la politica dovrà fare di più, ma molto di più di quanto abbia fatto fino ad oggi. “Mi auguro – dice – di non rimanere inascoltato, dopo aver dato al territorio un’indicazione di rotta per uscire dall’immobilismo e dall’inconcludenza. Il mio motto è non mollare mai, di osare e persistere e sono convinto che i cilentani prenderanno presto coscienza del ritardo e dei loro problemi e non mancheranno di attuare la strategia di rilancio indicata nel “Piano ParkWay”. Il mio sogno è quello di consegnare alle nuove generazioni un territorio migliore, più propulsivo. Come potete vedere ho messo molta carne a cuocere. Ma ce la possiamo fare se non rimango solo e se la politica mi aiuta”. 

 

 

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