Almanacco di oggi 5 Dicembre 2020

 

Buongiorno…

Oggi sabato 5 Dicembre 2020

IL SOLE : sorge alle 7:22 e tramonta alle 16:39

 

LA LUNA : tramonta alle 0:15 e sorge alle 13:32

 

 

Il Santo del giorno

San Crispina

Il nome la dice ” ricciuta “, o ” crespa “, ma le sue fattezze non ci sono state tramandate. Probabilmente i capelli già si venavano d’argento, perché non era più giovane, e madre di diversi figli. Nel corso del processo che ella subì, i capelli le vennero rasati per oltraggio e dileggio.
Il ricordo di Santa Crispina e del suo martirio è affidato a due documenti di grande valore storico. Uno è la Passione, tratta dagli Atti ufficiali del processo. L’altro è un sermone di Sant’Agostino, conterraneo della Martire, pronunziato nelle ricorrenze della sua morte.
Nata a Tagora, in Numidia, la donna cristiana, moglie e madre, proveniva da famiglia nobile ed era di condizione agiata. Nel 304, durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano, venne arrestata e processata a Tebessa, nella Africa Proconsolare, davanti al giudice Anulino.
Sant’Agostino commenta così il suo luminoso sacrificio: ” I persecutori si accanirono contro Crispina, contro questa donna ricca e delicata: ma ella era forte, perché il Signore era la sua protezione… Questa donna, fratelli, c’è qualcuno in Africa che non la conosca? Fu molto nota, di famiglia nobile, e ricchissima. Ma la sua anima non ha ceduto: è stato il corpo ad esser colpito “.
La Passione, imperniata sul dialogo tra Crispina e il giudice, ci fa vedere con quanta tenacia la donna rifiutasse di ” sacrificare ai demoni “, resistendo ad ogni minaccia piuttosto che ” sporcare la propria anima con gli idoli, che sono di pietra, fabbricati dall’uomo “.
Prima di lei, erano stati condannati probabilmente altri cristiani. Infatti i calendari fanno i nomi di Giulio, Potamia, Felice, Grato e sette altri. Perciò il giudice le chiese: ” Vuoi tu vivere a lungo oppure morire tra i supplizi come gli altri tuoi complici? “. ” Se volessi morire – ribatté la donna – non dovrei far altro che dare il mio consenso ai demoni, lasciando che la mia anima si perda nel fuoco eterno “.
Venne emessa la sentenza di condanna, ” conforme alle prescrizioni della legge di Augusto “. Crispina l’ascoltò benedicendo il Signore. Poi tese il collo fragile al taglio della spada, poco fuori Tebessa, in un luogo dove è stata ritrovata l’antichissima ” memoria ” sepolcrale dedicata alla Martire.

 

 

Nati oggi :

Maurizio Crozza, comico e conduttore televisivo italiano (1959)

Il proverbio del giorno :

Se trovi un nuovo amico, non obliar l’antico.

 

La frase del giorno :

” Il ricordo della felicità non e’ piu felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore “

George Byron

 

 

Viaggiare nel Cilento

FACITIVE FA’ NU CUNDO

Allora ngera cummari vorpe e cummari cuccipannèdda eh ricette nu iuórno cummari vorpe ricette nè cummari cuccipannè aggiu penzata na cosa, vulimo ié a ssemmenà nu campiciéddo re rano? Eh ricette accussì ricette eh! Veramente pigliao venette l’ora ca s’avia semmenà stu ggrano iette cummari cuccipannedda e ghiette addù cummari vorpe nè cummari vó ricette rece vulimo iére a ssemmenà? Ah ricette aggiu penzata na cosa, ca tu lu ssìmmini e io pò lubbào a zappulià. Veramente pigliao, iette cummari cuccipannedda pigliao se mettette mbùmbiti bàmpiti mbùmbiti bàmpiti semmenào nu campiciéddo re rano. Pò s’avia zappulià nó, venette ca s’avia zappulià iette addù cummari vorpe ricette nè cummari vó chero mó s’avessa zappulià cheru ggranu zico zico ca s’atterra… ah sa cché aggiu penzata na cosa ca tu lu zzappulii e io pò lu bbào a’ mmunnà. Veramente se mettette cummari cuccipannèdda e se nne iette a zappulià lu grano, pò venette ca s’avia mmunnà nó, venette ca s’avia mmunnà iette cummari cuccipannedda e ghiette addù cummari vorpe nè cummari vó ma chero mó s’adda mmunnà cheru ggrano ah aggiu penzata na cosa ca lu mmunni tu e poi a mmète lu mmèto io.

Veramente iette cummariuccipannedda se metette e mmunnào lu ggrano. Quannu fure ca s’avia mète nó iette cummari cuccipannedda e ghiette addù cummari vorpe, rece né cummari vó ma cheru ggrano s’avessa mète ca si no pò scógna, care tuttu ppé terra. Ah ricette aggiu penzata na cosa, ca tu lu mmiéti e io lu ppiso. Ah chesta pigliao e se lu ghiette a mmete pigliao se lu ppisào. Pò iette cummari vorpe recette nè cummari cuccipanné eh vulissi ié a lu mulino ricette, aah ricette ch’a fatto… tuttu stu tiembo io lu ggrano l’aggio sem menato io, io l’aggiu zappuliato, io l’aggiu mmunnato e mó a lu mulino nge vao pure io ricette. Cummari cuccipannedda se mangiao lu ppane e chera se murette re fame.

La favola che avete appena letto è un’antica storiella cilentana, nu cunto. Tra le tante tradizioni cilentane arrivate intatte ai giorni nostri vi sono proprio loro, i racconti tramandati di padre in figlio intorno al fuoco, vere e proprie fiabe che oltre a rappresentare insegnamenti di vita per le nuove generazioni, ci restituiscono luoghi, fatti, persone sotto forma di storia. I cunti cilentani prendono vita e tornano ad avere un valore sociale forte nei primi giorni di agosto nella piazza di Stella Cilento Cuntarìa. Ci si trova tutti in piazza, dove ci sono l’Albero della Festa e la Rota della Cuntaria, per raccontarsi di nuovo storie e scambiarsi esperienze, allegramente, con la musica, il cibo buono, il vino genuino e l’acqua fresca, il mercato di frutta, verdure e ortaggi, ceste, panàri, terrecotte e ceramiche, opuscoli, libri, quadri, canti, balli e musicanti. Sarete trascinati in un mondo lontano, in una memoria collettiva che si conosce e si assaggia attraverso il teatro, il gioco, la tradizione culinaria: l’identità di un territorio.

 

 

LO SAPEVATE ?

Ecco tutto quello che c’è da sapere sul tampone.


Da Wuhan al resto del mondo, anche in Italia è arrivato il coronavirus Covid-19 e ha messo il paese in ginocchio. L’unico modo per capire se si è contagiati o meno è quello di sottoporsi al tampone, nel caso specifico quello faringeo. I sintomi più comuni sono i classici da malattie da raffreddamento, e dunque mal di gola, tosse, raffreddore, ma anche problemi alle vie respiratorie inferiori, e dunque bronchi e polmoni. Inizialmente ai sospetti contagiati vengono fatte delle domande per ricostruire una sorta di mappatura della diffusione del virus: contatti con i primi focolai italiani, con persone rientrate dalla Cina o altro possono aiutare a capire come evitare o limitare la diffusione del virus. Dopodiché, nel caso occorra, si procede con il test: si utilizza un piccolo bastoncino, che è simile a un cotton fioc, che funge da tampone per prelevare un campione di muco che ricopre la faringe, il canale membranoso del nostro che collega la gola all’esofago. Non è un test invasivo e doloroso, e dura pochi secondi, ma soprattutto solo il personale medico sanitario autorizzato lo può fare.

Bisogna valutare che per farlo ci sono i costi per l’uso dei laboratorio per analizzarlo, che non sono quantificabili. In Italia, grazie al nostro Sistema Sanitario, è gratuito mentre, ad esempio, negli Stati Uniti ha un costo che oscilla tra i 1.000 e i 4.000 dollari, secondo quanto riporta MarketWatch.

I tempi di risposta per capire l’esito del test sono entro le 24 ore (ma se il risultato è positivo anche entro poche ore). Ricordiamo anche che il test non è infallibile, anche se affidabile. La percentuale che si verifichi un falso positivo è tra l’1% e il 4% dei casi. Proprio riguardo questo fatto, in molti comuni hanno diffuso la notizia di non recarsi in pronto soccorso o all’ospedale nel caso di sospetta infezione, ma anzi di evitare proprio il contatto con gli ospedali dove la diffusione potrebbe essere molto semplice e colpire pazienti con condizioni cliniche già gravi, mettendo a rischio la loro vita.

 

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