Almanacco di oggi 1 Dicembre 2020

 

Buongiorno…

Oggi martedi 1 Dicembre 2020

 

IL SOLE : sorge alle 7:18 e tramonta alle 16:40

 

LA LUNA : tramonta alle 11:33 e sorge alle 21.15

 

 

Il Santo del giorno

S. Eligio

Fu uno dei principali santi che illustrarono la Francia nel secolo sesto. Nacque a ChĂ telat l’anno 588. Dimostrando da piccolo grande attitudine ai lavori di cesellatura, fu messo a lavorare da un certo Albone, orefice. Impegnandosi con ingegno e con cura si acquistò in breve grande stima.

Avuti per le mani una volta alcuni libri della Sacra Scrittura se ne innamorò talmente, che quando aveva un po’ di tempo libero lo dedicava alla lettura dei libri santi. PiĂą tardi fece conoscenza col tesoriere del re Clotario II che lo incaricò di fare un seggio reale, dandogli egli stesso il metallo dorato.

Eligio. colla materia avuta, costruì due troni bellissimi e il re ne fu contentissimo, ma quello che più lo fece meravigliare fu la lealtà del cesellatore. In breve si divulgò la fama delle sue virtù anche a corte, ed il re stesso lo ebbe in grande considerazione, facendogli cospicue donazioni. Delle ricchezze ricevute egli nulla conservò per sè ma tutto diede in elemosina, in modo particolare per il riscatto degli schiavi e per aiutare le comunità religiose. Morto re Clotario, il figlio e successore Dagoberto, ebbe eguale stima di Eligio. Sovente chiedeva a lui consigli e norme per la sua condotta privata.

Nel frattempo era rimasta vacante la sede episcopale di Noyon e di Tournaz; ad occuparle furono eletti Eligio ed Audoeno. Eligio sorpreso della sua elezione, tremò alla vista dell’episcopato, ma quasi costrettovi, accettò domandando qualche tempo per prepararsi a ricevere gli ordini sacri. Passati diversi giorni in continua preghiera e mortificazione, finalmente, conosciuta con certezza la volontĂ  di Dio, ricevette la santa ordinazione a Rouen. Preso poi commiato dal re, si portò alla sede di Noyon, ove si dedicò con zelo e fervore al suo nuovo ufficio di pastore.

Il primo anno lo spese per la riforma del clero, quindi si diede con tutte le forze alla conversione dei numerosissimi pagani che risiedevano nella sua diocesi. Però essi erano talmente ostinati che non volevano neppure sentire parlare del Vangelo; ma la caritĂ  del Vescovo, la sua fortezza e la sua soavitĂ  commossero quei cuori, e molti si convertirono. Eligio, come giĂ  Pietro Crisologo, si propose di abolire le feste o meglio i bagordi che si facevano nelle calende di gennaio, e non si diede pace finchĂ© non ebbe ottenuto l’intento.

Governava egli la sua diocesi da diciannove anni e mezzo, quando il Signore gli fece sentire prossima la sua fine. Si dispose allora con generositĂ  e fervore a dare al bel quadro dell’anima sua gli ultimi ritocchi, finchĂ© assalito da mortale malattia, serenamente volò al Creatore cantando con gioia il « Nunc dimittis ». Era il 1 dicembre del 660.

 

 

Nati oggi :

Woody Allen, regista statunitense (1935)

Il proverbio del giorno :

A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi.

 

La frase del giorno :

” L’invidioso si consuma alla vista dell’altrui proprietĂ  “

Orazio

 

 

Viaggiare nel Cilento 

TORNATE INDIETRO NEL TEMPO

Cavalieri, re, regine e streghe sono solo alcuni dei protagonisti delle storie che abitano il castello di Roccadaspide. Situato all’interno dell’agglomerato urbano, il maniero edificato intorno al 1245 si presenta in ottimo stato di conservazione. Si ritiene che fu l’imperatore Federico II di Svevia a voler fortificare la struttura originaria con lo scopo di avere un baluardo per controllare la valle del Calore. Nei secoli a venire la struttura ha subìto diverse aggiunte e trasformazioni. Il castello ha un perimetro di 400 metri ed è costituito da 33 stanze e 7 torri; all’interno delle mura sono presenti degli ambienti un tempo adibiti a prigioni e camera dei supplizi. Attraverso una gradinata esterna del 700 e un passaggio a volta si accede al cortile interno che presenta caratteristiche molto simili a quelle dei palazzi quattrocenteschi. Nonostante sia privato la struttura è visitabile tutti i giorni con la possibilitĂ  di una visita guidata da parte dei proprietari stessi. Entrarci è un autentico salto nel tempo.

 

 

Consigli utili

Un metodo rivoluzionario, economico ed ecologico per far brillare i vestiti: ecco il trucchetto del pepe in lavatrice…

Avete mai pensato di usare il pepe nero per il bucato? Per quanto possa sembrare un prodotto alquanto insolito per lavare i vestiti, in realtà è un vero portento. Grazie alla sua azione abrasiva potrete avere capi brillanti e puliti senza dover ricorrere a prodotti costosi. Sarà sufficiente metterne una piccola quantità in lavatrice e il gioco è fatto. Ravvivate un vestito a fiori o un capo scuro senza dover ricorrere ai detersivi tradizionali pieni di sostanze chimiche. La soluzione al vostro bucato si trova nella dispensa della cucina! Vediamo come utilizzare il pepe nero il lavatrice nel modo giusto per ravvivare i colori e non rovinare i tessuti.

Quando questa spezia viene a contatto con i tessuti riesce a ravvivarli in modo naturali e duraturo. Come procedere? Se avete pochi vestiti da lavare, circa un carico da 4 kg, sarà sufficiente aggiungere un cucchiaino di pepe nero al vostro detersivo. Fate, però, molta attenzione alla temperatura dell’acqua. Scegliete un lavaggio a freddo e otterrete il massimo dei risultati. Nel caso di un carico di circa 7 o 9 Kg con tessuti spessi, potete aggiungere un altro cucchiaio di pepe in lavatrice. Anche in questo caso il lavaggio a freddo è fondamentale e dovrà sempre essere seguito dal risciacquo.

Grazie all’azione abrasiva il pepe funge da carta vetrata, ma in maniera delicata. Riesce, infatti, a eliminare i residui del detersivo che si deposita sui vestiti creando una patina. I lavaggi eccessivi e l’utilizzo di detersivi non naturali causa nel tempo la perdita di colore dei tessuti. Durante il lavaggio, dunque, il pepe eliminerà ogni traccia di residuo in polvere o in gel. Nella fase di risciacquo, invece, il pepe vola via lasciando un capo brillante e come nuovo.

 

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