Almanacco di oggi 30 Novembre 2020

Buongiorno…

Oggi lunedi 30 Novembre 2020

IL SOLE : sorge alle 7:17 e tramonta alle 16:40

 

LA LUNA : tramonta alle 10:50 e sorge alle 20.15

 

 

Il Santo del giorno

S. Andrea

Il paganesimo della Roma imperiale con tutte le seduzioni e le lusinghe della sua brutale sensualità avvolgeva con funeste ed insidiose spire il popolo ebreo, che attendeva con fede incrollabile l’Emmanuele, colui che sarebbe stato la salvezza d’Israele. Ed ecco squillare nel deserto della Giudea la voce ammonitrice del Battista, che chiamava i popoli alla penitenza, perché il Messia promesso da Dio era per apparire. Attratto dalla sua ispirata parola, Andrea, pescatore di Betsaida, divenne suo discepolo. Allorché il Battista, vedendo passare il Messia, gridò agli astanti: « Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo », Andrea era presente e segui Gesù Cristo con un suo compagno.

Il Redentore, appena si accorse dei due, si rivolse a loro e disse:
« Chi cercate? ».
« Maestro, risposero quelli, dove abiti? ».
« Venite e vedrete », rispose Gesù.

Ed andarono quei fortunati discepoli, e videro non solo la semplice abitazione del Salvatore, ma furono così bene istruiti che si convinsero d’aver trovato veramente il Messia, come aveva loro annunciato Giovanni. Un altro giorno Gesù vide Andrea mentre con Pietro suo fratello pescava nel mare di Galilea e disse loro: « Venite dietro di me e vi farò pescatori di uomini »; e quelli lasciate le reti lo seguirono. Da quel giorno il nostro Apostolo non abbandonò più il suo Maestro.

Venuto il giorno della Pentecoste, Andrea ripieno di Spirito Santo andò ad annunciare il nuovo Messia fra i popoli. Passò nella Frigia, nell’Epiro e nella Tracia dovunque le genti accorrevano per ascoltarlo. Proseguendo il suo apostolato fra pericoli ed ostacoli senza fine, giunse a Patrasso in Acaia, ove sparse in abbondanza il buon seme. Ma a contrastare la sua attività sorse il superbo console romano Egea che, geloso del potere e timoroso di spiacere all’imperatore, cominciò a perseguitarlo.

Il Santo non cedette, ma rivoltosi a quel prepotente pagano gli disse: « Tu che sei giudice degli uomini, sappi che sarai il ludibrio del demonio, se non riconosci in Gesù il giudice di tutti ». Preso da sdegno Egea lo fece rinchiudere in un tetro carcere e condannò il grande Apostolo ad essere crocifisso. Somma gioia provò allora Andrea, che alla vista della croce esclamò: « Oh! buona croce, nobilitata dal contatto delle membra del Signore, da me desiderata, amata e lungamente ricercata! levami di tra gli uomini e rendimi al mio Maestro, affinché per tuo mezzo mi riceva, Egli che in te mi redense! ». Avvinto al rozzo legno per due giorni spasimò tra atroci dolori, esaltando il Signore e predicando Gesù Cristo al popolo. Poi la sua bell’anima volò in Paradiso a ricevere la duplice corona di martire e d’apostolo.

 

 

Nati oggi :

Marina Abramovic, artista serba (1946)

Il proverbio del giorno :

Il vino in casa non ubriaca

 

La frase del giorno :

” Afferra il presente e affidati al domani il meno possibile “

Orazio

 

 

Viaggiare nel Cilento

I ceci di Cicerale

Terra quae cicera alit, ovvero “terra che alimenta i ceci” è la frase che leggiamo accanto a una piantina di ceci sullo stemma del comune di Cicerale, il piccolo paese sul fianco destro dell’alta valle del fiume Alento. Questo piccolo legume originario dell’Asia e arrivato in occidente migliaia di anni fa ha trovato in fatti sulle colline che circondano Cicerale il territorio perfetto.

Il cece di Cicerale deve le sue caratteristiche organolettiche al terreno di produzione e alla rigorosa coltivazione imposta dal comune con un rigido disciplinare. Si seguono i criteri dell’agricoltura biologica, non si usano prodotti chimici e non si fa irrigazione. La raccolta, alla fine di luglio, è molto faticosa: quando il seme è maturo le piante ormai secche vengono estirpate in campo e lasciate in loco ad asciugare, fino a quando non sono abbastanza secche per la trebbiatura. Si appoggiano le piante su sacchi di iuta, şi coprono e si battono con grossi bastoni di legno oppure si trebbiano con una piccola trebbiatrice posta a ridosso del campo e alimentata a mano. In Italia la coltivazione del cece è molto ridotta e rimane legata alle tradizioni agricole e alimentari del Sud Italia, ma in un passato non molto lontano i ceci si alternavano comunemente al grano e agli altri cereali, apportando alla dieta dei contadini una alta percentuale di proteine. Il nome Cicerale testimonia una produzione importante sin dal Medioevo; e ancora oggi nei suoi terreni si produce una varietà locale di piccoli ceci rotondi, dal colore leggermente più dorato rispetto a quelli comuni, con sfumature nocciola chiaro, e dal sapore intenso. Per il suo basso contenuto di umidità alla raccolta si conserva per molto tempo e tende ad ingrossarsi notevolmente in fase di cottura.

Sono pochissimi i produttori che portano avanti questa coltivazione faticosa e mantengono con il passare degli anni la semente originale del cece di Cicerale: sono tradizioni secolari che si tramanda no e che permettono di far sì che il cece arrivi sulle tavole senza nessuna aggiunta di prodotti chimici, e che possa portare con sé il sapore dei tempi antichi.

 

 

La vita di Padre Pio

    

Il 23 settembre 1968 Padre Pio lasciò la sua vita terrena per salire in cielo al fianco del Signore. In quella notte triste e sconvolgente per milioni di fedeli, Padre Pio venne collocato in una bara col coperchio di cristallo, per permettere a tutti di vederlo nella chiesa di S. Maria. Indossava la tonaca marrone e aveva il rosario in mano. I fedeli accorsero numerosissimi e tutti chiusi nella commozione diedero l’ultimo saluto al Frate del Gargano. La sua bara fu trasportata per il paese e poi riportata nella chiesa e tumulata nella cripta in una teca di marmo nero.     

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