Almanacco di oggi 25 Novembre 2020

Buongiorno…

Oggi mercoledi 25 Novembre 2020

IL SOLE : sorge alle 7:11 e tramonta alle 16:42

 

LA LUNA : tramonta alle 5:29 e sorge alle 16:15

 

 

Il Santo del giorno

Santa Caterina

Nata da stirpe reale, fu dotata dalla natura di un ingegno e di una bellezza così rara, che era stimata la più fortunata giovane della città. Ammaestrata in tutte le scienze, ma soprattutto nella filosofia dai più celebri retori, seppe innalzare il suo intelletto al disopra delle cose materiali, e dalle creature ascendere al Creatore.

Perciò, appena senti parlare della religione di Cristo, il suo acuto ingegno aiutato dalla grazia di Dio comprese che essa era la vera, e l’avrebbe abbracciata subito, se alcuni legami terreni non le avessero impedito il passo decisivo. Ma il Signore, che la voleva sua sposa, affrettò il suo ingresso nello stuolo delle candide colombe a lui consacrate.

Compresa dell’amore che il Signore nutriva per lei, si fece battezzare, dedicandosi totalmente alla beneficenza ed alla istruzione dei pagani. E tanto crebbe la fama della sua carità e del suo sapere, che giunse alle orecchie dello stesso imperatore Massimino. uomo tristemente celebre per la sua ferocia. Egli fece chiamare Caterina alla sua presenza, per avere notizie più certe di ciò che di lei udiva e per conoscere più da vicino colei che tanto si celebrava.

Ma appena seppe dalla bocca stessa della Santa che era cristiana, subito con minacce ed imprecazioni ordinò che rinunciasse a quel culto da lui odiato, e sacrificasse a Giove. Non si sgomentò il virile animo di Caterina a quelle parole, ma prontamente rispose ch’era risoluta di rimanere nella religione che professava, e incominciò a parlare della vanità degli Dei e della verità dell’unico vero Dio con parole così ardenti che l’imperatore medesimo rimase sconcertato.

Fu quindi affidata ad alcuni filosofi pagani perché la convincessero d’errore, ma ella riuscì a condurli alla vera religione. A tale smacco il feroce imperatore condannò a morire sul rogo quei nuovi convertiti, e presa Caterina, dopo villanie e disprezzi, comandò che il suo corpo fosse legato ad una ruota e poscia con uncini le fossero strappate le carni.

La Santa non si intimorì per simile supplizio, ma felice di dar la vita per il suo Sposo, si apprestò a morire fra quei tormenti. Appena quel corpo verginale fu a contatto con lo strumento del suo martirio, questo si spezzò fragorosamente, producendo gran panico fra i carnefici. Non si piegò l’animo di Massimino, e comandò che la Santa fosse immediatamente condotta fuori della città e le fosse reciso il capo.

Giunta al luogo del martirio, le furono bendati gli occhi ed il carnefice con un colpo staccò il capo di Caterina, ma da quella ferita sgorgò abbondante latte, ultima testimonianza della sua innocenza. Il suo corpo venne dagli stessi Angeli trasportato sul monte Sinai e quivi seppellito. Sul suo sepolcro fu poi edificato un sontuoso tempio ed un grandioso monastero che resero imperitura la memoria di questa vergine di Cristo.

 

 

Nati oggi :

Giorgio Faletti, scrittore cantante, attore (1950-2014)

Il proverbio del giorno :

Meglio soli che male accompagnati.

 

La frase del giorno :

” Ci sono due modi per arrivare in cima ad una quercia: arrampicarvisi oppure sedersi su una ghianda “

Frank Brown

 

 

Viaggiare nel Cilento 

SALITE SULLA VETTA PIÚ ALTA DELLA CAMPANIA

Tra sfumature di cielo e aria purissima c’è una gemma che la natura generosa ha regalato a questo territorio. Una meta di culto, un paradiso incontaminato: il Monte Cervati, la vetta più alta della Campania, s’innalza maestoso verso il cielo tra i comuni di Sanza e Piaggine. Con i suoi 1898 metri sembra quasi sfiorare le nuvole.

La sua natura geologica evidenzia una morfologia caratteristica di un ambiente carsico: inghiottitoi, sorgenti freschissime e corsi d’acqua temporanei. Il massiccio si presenta con spettacolari pareti a strapiombo, solcate da profondi canaloni; ai suoi piedi boschi misti e faggete che si aprono di tanto in tanto in radure ricche di vegetazione. Sulla sua cima una cappella e una grotta dedicate alla Madonna della Neve, sono meta di un culto millenario che si rinnova puntualmente ogni anno, come una devozione incisa nei cuori. La strada che dalla Provinciale 18b risale il monte procede per tornanti, passando da fondo asfaltato a sterrato. Vi aspettano 27 km di salita ma non perdetevi d’animo e lasciatevi invadere dal profumo dei boschi e dalla brezza del paesaggio. In località Colle del Pero riuscirete a scorgere la sagoma del Patriarca che sovrasta la faggeta: si tratta di un abete bianco ultracentenario, alto 40 metri e conosciuto con il nome di Patriarca di Donnanina. Dal Colle del Pero deviate a destra fino all’imbocco artificiale che conduce all’affondatore di Vallivona, una profonda voragine larga oltre 50 metri, sulla parete a sinistra dell’accesso troverete una cascata, mentre su quella opposta vedrete aprirsi una grotta collegata a un complesso sistema di cunicoli e laghetti.

Lasciato l’affondatore di Vallivona si ritorna sullo stradone principale per riprendere l’ascesa al Cervati. Dopo pochi chilometri si giunge all’altezza dell’area attrezzata in località “Ruscio”, sistemata in una radura al margine della faggeta: qui troverete una fontana con acqua potabile alla quale potrete dissetarvi o fare scorta per la salita che vi attende. Sull’ultimo tratto un sentiero pedonale di circa un chilometro lungo lo spoglio crinale vi condurrà a un insieme di grandi rocce affioranti e coperte da rada vegetazione: qui si trova la Nevera, una piccola ma profonda cavità sul cui fondo la neve si conserva per tutto l’anno. Il Monte Cervati è l’habitat prediletto della coturnice e del raro gracchio corallino, ma la regina incontrastata è l’aquila reale. Sono presenti ancora il picchio verde, il picchio rosso maggiore e il rarissimo picchio nero. Tra i mammiferi troviamo invece il cinghiale, la martora, la lepre, il tasso, la volpe e il lupo.

Oltre alle starordinarie faggete, durante il vostro cammino troverete dei particolari boschi di betulla bianca, molto rari nell’Europa meridionale. Sulle valli crescono invece ampie distese di lavanda, che nella stagione estiva offrono splendide visuali di colore violaceo.

 

Oggi a tavola

RIBOLLITA

Per 4 persone – Cuoci 100 g di fagioli cannellini precotti. Fai appassire 1 cipolla per 7 minuti con 2 cucchiai d’olio. Monda e taglia 8 foglie di cavolo nero, 1/4 di verza e 50 g di bietole. Fai a dadini 2 carote e 2 patate, affetta 1 porro e 1 costa di sedano.

Unisci le verdure alla cipolla e cuoci per 5 minuti. Sbollenta, pela e taglia 200 g di pomodori, uniscili alle verdure e cuoci per 30 minuti. Unisci metà dei fagioli e passa l’altra metà al passaverdure, poi rimettili a cuocere. Metti la ribollita in una zuppiera, alternando delle fette di pane, inforna a 180° per 20 minuti.

 

 

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Vi invitiamo a partecipare alla nostra rubrica l’Almanacco di oggi, inviando i vostri consigli e le vostre ricette a settvvallo@gmail.com , oppure al nostro numero whatsapp 344 046 5258.

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