Almanacco di oggi 22 Novembre 2020

Buongiorno…

Oggi domenica 22 Novembre 2020

IL SOLE : sorge alle 7:07 e tramonta alle 16:44

 

LA LUNA : tramonta alle 1:49 e sorge alle 14:42

 

 

Il Santo del giorno

Cristo Re

Con essa si vuole sottolineare che la figura di Cristo rappresenta per i cattolici il Signore della storia e del tempo. La storia della festa può essere fatta risalire al 1899, quando papa Leone XIII stabilì l’11 maggio la consacrazione universale degli uomini al Cuor di Gesù. Nello stesso anno il gesuita italiano Sanna Solaro scrisse a tutti i vescovi italiani perché sottoscrivessero una petizione per chiedere l’istituzione di una festa liturgica. Quarantanove vescovi aderirono alla petizione.

Una nuova supplica fu presentata a papa Pio XI dopo il Congresso eucaristico internazionale di Roma, nei primi mesi del suo pontificato, sottoscritta da 69 prelati. Nel 1923 fu presentata una terza supplica, con la firma di 340 fra cardinali, arcivescovi, vescovi e superiori generali. Nella supplica si chiedeva: «Per riparare gli oltraggi fatti a Gesù Cristo dall’ateismo ufficiale, la Santa Chiesa si degni stabilire una festa liturgica che, sotto un titolo da essa definito, proclami solennemente i sovrani diritti della persona regale di Gesù Cristo, che vive nell’Eucaristia e regna, col Suo Sacro Cuore, nella società». La domanda fu sostenuta da duecento ordini e congregazioni religiose, dodici università cattoliche e da petizioni firmate da centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo. Non mancò qualche obiezione: secondo alcuni il tema di questa festa era già celebrato nell’Epifania, altri giudicavano sempre più obsoleta la monarchia come forma di governo.[1]

Finalmente papa Pio XI stabilì la festa con l’enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925. Dice il Papa nell’Enciclica:
«E perché più abbondanti siano i desiderati frutti e durino più stabilmente nella società umana, è necessario che venga divulgata la cognizione della regale dignità di nostro Signore quanto più è possibile. Al quale scopo Ci sembra che nessun’altra cosa possa maggiormente giovare quanto l’istituzione di una festa particolare e propria di Cristo Re.»

(Pio XI, Quas primas)
Spesso si attribuisce all’introduzione della festa anche un significato storico: nell’età del totalitarismo affermare la regalità di Cristo doveva rendere relative le suggestioni dei regimi, che pretendevano dai popoli un’adesione personale assoluta.

 

 

Nati oggi :

Gianfranco Vissani, cuoco italiano (1951)

 

Il proverbio del giorno :

A chi nulla tenta nulla riesce

 

La frase del giorno :

” La vita non e’ che la continua meraviglia di esistere “

Rabindranath Tagore

 

 

Viaggiare nel Cilento

Imparate a ballare la tarantella cilentana

Regina delle serate cilentane, la tarantella accompagna i canti e la musica popolare da secoli: le danze tipiche del nostro meridione risalgono infatti all’epoca all’epoca greco-romana, ai riti dionisiaci. Nietzsche, nei suoi scritti filosofici, a proposito della componente dionisiaca afferma che tale elemento, pur essendo effimero, rispecchia i reali desideri umani. La danza e la musica sono così l’anima del popolo e in un certo senso lo specchio della realtà.

Sebbene rientri nella grande famiglia delle tarantelle lucane, la tarantella cilentana è una danza a sé, perfetta nella sua semplicità; ma le varianti non sono solo nella gestualità e nelle posture del ballo a seconda dei territori, le tipologie di danza possono variare anche a seconda del messaggio da trasmettere: danza di corteggiamento, danza di combattimento e danza di stile “ludico”.

Anticamente si pensava che il tarantismo fosse dovuto al morso di un ragno, e che potesse essere curato solo attraverso una vera e propria terapia musicale: grazie all’intervento di un gruppo di suonatori di strumenti della tradizione popolare che eseguivano la tarantella, si induceva una sorta di trance nel tarantato, che, danzando fino allo sfinimento, riusciva in questo modo a sfogare la malattia. Una specie di esorcismo musicale. Come in ogni tradizione e superstizione popolare anche qui c’è un fondo di verità: l’effetto terapeutico che la danza e la musica hanno sul corpo e sulla psiche. Nel Cilento ancora oggi la tarantella come forma di danza e musica popolare mantiene intatto tutto il suo fascino, offrendo un concentrato di energia e passione senza pari. Non c’è festa popolare o di piazza che non sia animata da questa antica danza, che ormai è diventata un filo che lega giovani e anziani. La peculiarità della tarantella cilentana è di essere suonata tradizionalmente senza l’accompagnamento del tamburo: l’unica percussione presente in questo tipo di tarantella è la castagnetta (una sola), insieme agli altri strumenti tipici come la chitarra battente o la zampogna, la ciaramella e i doppi flauti.

Non preoccupatevi di non essere abbastanza bravi, se siete a una festa di piazza e intorno a voi iniziate a sentire una musica che è come una forza, un richiamo irresistibile verso la Madre Terra lasciatevi trasportare da questo ballo che nasce dalla gestualità contadina nel lavoro dei campi, come il movimento del setaccio del grano da cui deriva uno dei gesti tipici: avrete fatto un viaggio inedito e suggestivo nel Cilento autentico.

 

 

 

La ricetta del giorno

Cotichelle ripiene

Dosi per 4 persone: 500 g di cotenna fresca di maiale; 100 g di carne tritata di manzo; 100 g di salsiccia; 2 uova; 50 g di grana grattugiato; 1 bicchiere di vino bianco; 1 cucchiaio di estratto di pomodoro; 1 cipolla; 1 bicchiere di olio extravergine d’oliva; poca noce moscata; sale.

Lavate la cotenna, raschiatela e fatela lessare per 15 minuti; tagliatela a quadrati di 10 cm di lato, impastate la carne tritata in una terrina assieme alla salsiccia spellata, al formaggio, alle uova e a poca noce moscata. Posate su ogni cotichella un cucchiaio di ripieno, arrotolatela e legatela con lo spago incolore. Rosolate la cipolla nell’olio in un tegame e adagiate gli involtini. Salateli e bagnateli con il vino. Lasciate evaporare e aggiungete l’estratto di pomodoro sciolto in acqua, dopodiché portate a cottura a fuoco medio.

 

 

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Vi invitiamo a partecipare alla nostra rubrica l’ Almanacco di oggi, inviando i vostri consigli e le vostre ricette a settvvallo@gmail.com , oppure al nostro numero whatsapp 344 046 5258.

 

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