Almanacco di oggi 12 Novembre 2020

Buongiorno…

Oggi giovedi 12 Novembre 2020

IL SOLE : sorge alle 6:55 e tramonta alle 16:52

 

LA LUNA : tramonta alle 6:29 e sorge alle 17:11

 

Il Santo del giorno :

San Giosafat

Nato nel 1580 in Volinia da genitori appartenenti alla nobiltà ucraina nonché ferventi ortodossi, Giovanni si formò a Vilnius (nell’odierna Lituania) in un periodo caratterizzato dall’intenso scontro tra ortodossi tradizionalisti e uniati di rito greco, i quali, sulla scia del Concilio di Firenze (1451 – 1452), si erano ricongiunti alla Chiesa cattolica con l’Unione di Brest riconoscendo al Papa il ruolo di guida di tutta la Chiesa.

Giovanni Kuncewicz, inviato giovanissimo a Vilnius per impratichirsi nel commercio, assisté alle lotte fra Ruteni uniti e dissidenti. Dopo profonda riflessione, decise di aderire ai greco-cattolici, indi per cui nel 1604 divenne monaco con il nome di Giosafat ed entrò nel monastero, retto dall’ordine di San Basilio, della Santa Trinità, sito in Vilnius, dove nel 1617 iniziò la riforma che portò alla nascita dell’Ordine Basiliano di San Giosafat.
Ritiratosi nell’antico monastero basiliano della SS. Trinità, mutò il nome da Giovanni in quello di Giosafat e visse per alcuni anni da eremita. Scrisse anche alcune opere per dimostrare l’origine cattolica della Chiesa rutena e la sua dipendenza primitiva dalla Santa Sede e per propugnare la riforma dei monasteri di rito bizantino ed il celibato del clero. Il suo esempio ripopolò di monaci il suo stesso monastero e Giosafat dovette fondarne altri a Byten e a Zyrowice (1613). Nel 1617 fu nominato vescovo di Vitebsk (forse sede titolare) e coadiutore di Polock, succedendo poi come arcivescovo di Polock nel 1618. Perseguitò il clero rimasto fedele all’ortodossia nell’arcieparchia, restaurò chiese e riformò il clero. Nell’autunno del 1623 ordinò l’arresto dell’ultimo prete che ancora praticava la liturgia ortodossa a Vitebsk[1]. Ciò causò una rivolta che portò alla sua uccisione: il 12 novembre, mentre usciva dalla chiesa dove aveva celebrato la messa, Giosafat fu ucciso e il suo corpo buttato nella Dvina. Fu beatificato dalla Chiesa cattolica nel 1643 e canonizzato nel 1867. Viene ricordato il 12 novembre, giorno del suo martirio.

Le sue reliquie, portate a Vienna nel 1916, sono state poi trasferite nel 1963 per volontà di Paolo VI sotto l’altare dedicato a san Basilio Magno nella basilica di San Pietro a Roma.In occasione del III centenario del martirio il 12 novembre 1923 papa Pio XI ne commemorò la figura con l’enciclica Ecclesiam Dei.

 

 

Nati oggi :

Grace Kelly, attrice statunitense e principessa monaghesca

 

Il proverbio del giorno :

Chi presto parla poco sa

 

La frase del giorno :

Le cose dolci da gustare si mostrano amare da digerire

William Shakespeare

 

Viaggiare nel Cilento

BACIATEVI SULLA VIA DELL’AMORE

Avete visto che bel panorama ?
Sedete su una delle panchine che costeggiano la piazza e aprite il cuore a questa storia.
A Trentinara c’è un incavo naturale creato dall’abbraccio tra due macigni, una sorta di alcova naturale per le coppiette. La fantasia popolare ha ribattezzato il posto con l’epressione dialettale preta ngatenata (pietra incatenata) e ci ha ambientato una bella e coinvolgente storia d’amore e di morte tramandata nei secoli.

Era il tempo in cui sul territorio imperversavano le imprese dei briganti, violenti e spietati con i ricchi e i potenti ma comprensivi, generosi e protettivi con i poveri e gli indifesi. Saul, capobrigante bello come un dio greco, si innamora di Isabella, la graziosa marchesina. È un amore irresistibile, furente, che devasta cuore, anima e pensieri. La passione esplode proprio nell’alcova della preta ngatenata e continua in incontri segreti finché il marchese, padre padrone di Isabella, non li scopre e decide di mettere fine alla tresca con un plotone di soldati. I due amanti, per non cadere nelle mani dei gendarmi e finire vittime della vendetta del marchese per la sola colpa di amarsi, si baciano per l’ultima volta, si incatenano
in un abbraccio indissolubile e insieme si lanciano nel vuoto lasciando il loro amore scolpito in eterno nei due macigni.

Il paese di Trentinara ha reso onore a questa struggente storia d’amore creando un percorso che dalla piazza in cui siete vi porterà alla preta ‘ngatenata, un vicolo decorato da maioliche dipinte a mano dal prof. Sergio Vecchio con rappresentazioni pittoriche della leggenda e celebri frasi d’amore scelte dal poeta trentinarese Giuseppe Liuccio. Leopardi, Quasimodo, Neruda, Baudelaire, Pessoa e Oscar Wilde accompagnano gli innamorati durante la loro passeggiata.

Lasciatevi trascinare da questa esperienza insolita sull’onda delle emozioni che solo l’amore regala.

Lo sapevate ?

RIMANERE AL VERDE.

È un’espressione sinonimi di “essere in bolletta”, o ancora non avere il becco di un quattrino”, “essere rimasti senza un soldo”. Questo modo di dire si ricollega al mondo delle aste, dove era usanza accendere, all’inizio dell’asta, una candela la cui estremità inferiore era tinta con un colore verde.

Quando la candela aveva consumato tutta la parte bianca e cominciava ad intaccare la parte verde, non si potevano fare più offerte d’asta e il banditore dichiarava chiusa l’asta con dei formulari tipici per le varie zone. A Firenze, ad esempio, era uso dire: “Chi ha che dir, dica: la candela è al verde!”.

Così la fine della candela è venuta a indicare anche la fine dei quattrini.

 

 

 

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