🔴Ascea, immobile destinato al Museo. La verità del sindaco D’Angiolillo

đź”´Il primo cittadino: le bugie hanno le gambe corte

“Velia … ed il Museo Archeologico”

In data 6.7.2020 la Guardia di Finanza di Sapri ed il custode ed amministratore giudiziario  consegnavano al comune di Ascea, legittimo proprietario, il terreno di circa 8.000 mq ed il fabbricato di circa 1.200 mq siti nei pressi dell’ingresso del Parco Archeologico di Elea-Velia. Il Responsabile del Settore Urbanistica, Arch. Raffaele Vaccaro, nel 2018 dichiarava improcedibile ed inammissibile l’istanza di condono edilizio relativa al fabbricato in questione, ordinando la demolizione dello stesso e, stante l’inottemperanza nei successivi 90 giorni, il bene e l’area di sedime, ai sensi dell’art.31, 3 comma, DPR n.380/2001, venivano acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio comunale. L’area ed il fabbricato erano sottoposti a sequestro preventivo e, in seguito ad istanza di dissequestro del 31.1.2020, il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la revoca del sequestro e la restituzione dei beni al nuovo proprietario comune di Ascea.

Il comune di Ascea, con deliberazione di C.C. n.27 del 2020, ai sensi dell’art.31, 5 comma, DPR n.380/2001, dichiarava che per le opere abusive in questione sussistevano prevalenti interessi pubblici e quindi riteneva di non demolirle, ma di mantenerle nella disponibilità del patrimonio comunale.

L’ex proprietario dell’area in questione, impugnava la predetta deliberazione di C.C. dinanzi al Tar ed il comune di Ascea, pur esprimendo con delibera di giunta la volontà di costituirsi, non riusciva a farlo, in quanto l’udienza cautelare veniva fissata in breve tempo e gli uffici, stante la gran mole di lavoro (legata anche all’emergenza Covid) e la necessità di disporre relazioni istruttorie, non riusciva a trasmettere gli atti necessari in tempo utile al legale dell’Ente, per costituirsi nella fase cautelare. Ovviamente l’Ente si sarebbe costituito nel merito, ma il Tar ha ritenuto di fare una sentenza breve e non vi è stata la fase di merito.

Il Tar, quindi, con sentenza breve, ha annullato la predetta deliberazione consiliare sulla base di uno stratagemma difensivo del legale dell’ex proprietario, che ha indotto in errore il Giudice Amministrativo. In effetti, il predetto difensore ha prodotto in giudizio documenti inerenti ad un’altra istanza di condono (non ancora definita), relativa alle stesse parti, ma a fabbricati e adun’area diversa da quella in questione.

E così il Tar è stato indotto in errore, considerato che per i fabbricati oggetto del giudizio il condono era già stato definito con il rigetto della relativa istanza, stante l’inammissibilità e improcedibilità della stessa.

“Le bugie hanno le gambe corte afferma il sindaco di Ascea Pietro D’Angiolillo- ed il tempo è galantuomo. Ovviamente appelleremo la sentenza del Tar e porteremo a compimento la procedura in questione. Sta di fatto che è la prima volta, nonostante la normativa in merito risale al 2001, che viene acquisito gratuitamente al patrimonio del comune un fabbricato e l’area di sedime in seguito all’inottemperanza di un’ordinanza di demolizione di opere abusive.”.

“La proprietà ed il possesso dei fabbricati e dell’area in questione è del comune continua il sindaco di Ascea- per espressa disposizione normativa ed in virtù degli atti sinora espletati. E procederemo a porre in essere tutte le attività e le progettualità per realizzare in tale area il Museo Archeologico di Velia. Certo, poi necessita il finanziamento, ma noi faremo fino in fondo la nostra parte.”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie per migliorare le caratteristiche del sito e la tua esperienza di navigazione. Se prosegui la navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni o se non desideri accettare i cookie quando utilizzi questo sito web, visita la nostra pagina  Informativa globale sull’utilizzo dei cookie e tecnologie simili.