Messaggio del Vescovo per l’inizio dell’anno scolastico

Carissimi ragazzi e famiglie, docenti, personale e Dirigenti scolastici, rivolgo a voi il mio pensiero nella ripresa del percorso scolastico, che in maniera graduale si avvia in tanti comuni della nostra Diocesi. Mai come in questo tempo si è rivelato quanto la scuola sia una risorsa ed un patrimonio prezioso da custodire, e sul quale investire, affinché ci sia ancora un’umanità che vuole darsi un futuro. La scuola rimane una fucina reale di speranza per il nostro paese, dove possono essere forgiate ed espresse le migliori qualità personali e comunitarie. Questo è il tempo della comprensione profonda della storia e degli eventi che l’accompagnano, si richiede la messa al bando di ogni mediocrità e superficiale approccio, «peggio di questa crisi, c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi» (Papa Francesco).

Entriamo in questa stagione con la consapevolezza di alcune verità: Siamo tutti vulnerabili. Tutti, senza differenza alcuna, soffriamo per la malattia, per la morte, per la limitatezza, per la solitudine, per il distanziamento e il disorientamento. L’esperienza ci ha segnati. Non possiamo sorvolare su ciò che abbiamo vissuto. Eppure, come ci ricorda Papa Francesco, «cogliamo questa prova come un’opportunità per preparare il domani di tutti, senza scartare nessuno: di tutti. Perché senza una visione d’insieme non ci sarà futuro per nessuno».

La saggezza della responsabilità. L’emergenza Covid ha riaperto tanti squarci nella nostra vita e, nello stesso tempo, ci interpella su questioni di vita e di morte. Oggi più che mai, sosteniamo i giovani a vivere intensamente il desiderio di conoscenza, di relazioni autentiche e di genuina prossimità. Per questo occorre una responsabilità condivisa, generosa e integrale che sappia mettersi continuamente in ascolto dei segni dei tempi che il Signore ci pone dinanzi e trasmettere l’arte difficile e sublime del dialogo. Così, forse, costruiremo insieme un mondo nuovo e migliore, attraverso l’adempimento attento e serio del proprio dovere.

Il vero fine di ogni educazione è la libertà. Chi crede sa che “Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1). Se vissuta rettamente la libertà diventa una forza di crescita e di maturazione che rischiara l’ardua ricerca di senso della vita per il raggiungimento di ciò che è vero, giusto e bello per ognuno e per tutti. Essa sola è capace di spezzare le catene dell’ignoranza, dell’indifferenza, della discriminazione, della violenza e della paura.

Vi accompagno e vi seguo con attenzione, non senza apprensione di padre, anche attraverso la presenza dei nostri sacerdoti e la disponibilitĂ  delle comunitĂ  parrocchiali.

Affidando ogni vostro passo al buon Dio che non ci lascia mai soli, vi benedico di cuore.

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