?FOTO. LA NURSIND A NAPOLI. TOMASCO: MANIFESTAZIONE A ROMA, BASTA PROMESSEI

TOMASCO, OMAGGIO ALLE VITTIME DEL COVID 


L’atteggiamento di qualche Direttore Generale, Direttore Sanitario e purtroppo anche Dirigente Infermieristico è stato quello di minimizzare il problema. Non sono necessari i DPI se non per pazienti altamente sospetti o confermati positivi, accusando gli operatori di utilizzare i DPI in maniera impropria, così da creare allarmismo tra i pazienti
nonché, cosa più vergognosa, ledere l’immagine dei professionisti della sanità, oppure obbligare a trasportare un paziente positivo al Covid-19 senza la barella biocontenimento da un Presidio Ospedaliero ad un altro come se fosse un paziente qualsiasi, con il rischio probabile di contagiare ambienti e persone e, non per ultimo ma non meno importante, anche di essere stati gli autori di furti dei DPI”.

“La nostra impressione è che tali dirigenti sono stati e sono più impegnati a minacciare il personale di non usare le mascherine che a darsi da fare per procurarle (almeno per i casi in cui non vi era dubbio che fossero necessarie). Con questo non si vuole certo fare di tutta l’erba un fascio e ci sono esempi che vanno in direzione contraria. Resta il fatto che vi sono documenti scritti che diffidano il personale dall’utilizzo di mascherine quando non previsto specificamente dal protocollo aziendale, con minaccia di richiamo disciplinare. Altro aspetto che genera confusione è il diverso approccio delle Aziende per gli operatori che vengono in contatto con positivi al COVID-19: alcune sono giustamente iperprotettive, altre invece lasciano il personale con il dubbio in quanto non vengono garantite loro né la quarantena né tantomeno il tampone, in barba a quanto affermato dalla rivista Lancet: “se non si riesce a quarantenare almeno il 70% dei contatti con un positivo non si ferma la malattia in 3 mesi”.

Perché dotare il personale sanitario di Dpi

I libri e i documenti che guidano a gestire le emergenze epidemiche indicano più o meno tutti tre punti essenziali per vincere sulle epidemie altamente contagiose:

1. essere preparati prima dell’arrivo del primo caso con tutto quanto è necessario per agire prontamente;
2. gestire bene la comunicazione sia interna che con la popolazione;
3. proteggere il personale sanitario dall’infezione perché è la risorsa più preziosa.

Ritenendo l’utilizzo delle mascherine chirurgiche un valido dispositivo medico, siamo altresi convinti che non può una nota ministeriale modificarne l’utilizzo corretto.

A tal proposito vale la pena sottolineare che le raccomandazioni OMS a riguardo devono intendersi come standard minimi, giustificate dalla carenza di DPI a livello globale, e che, in base alla valutazione del rischio, possono e dovrebbero essere modificate al rialzo, in quanto sono state elaborate partendo dal presupposto che le persone asintomatiche e pauci-sintomatiche molto difficilmente riescono a trasmettere la malattia.

Orbene la maggior parte dei “grandi contagi” li hanno causati proprio i pazienti pauci– sintomatici. La storia di moltissimi episodi, tristemente ripetutisi in molti ospedali del nord, è quella di pazienti entrati in ospedale per altri motivi, cui non si era inizialmente sospettato il Coronavirus perché non avevano particolari sintomi suggestivi. Essi, solitamente anziani, si sono aggravati nei giorni successivi così da far sospettare e diagnosticare il Coronavirus. Nel frattempo avevano infettato un numero elevato di professionisti e talvolta anche di altri pazienti.

Come ben noto a tutti gli addetti ai lavori, questo virus è molto contagioso anche in positivi asintomatici e QUINDI gli UNICI DPI capaci di proteggere gli operatori sanitari da possibili contagi da COVID-19 sono le maschere facciali filtranti FFP2 e FFP3 e gli occhiali protettivi.

“E’ inammissibile leggere da parti dei vari Direttori Generali che la causa della mancanza dei DPI è da imputarsi alla irreperibilità degli stessi, cosa ovvia dopo il propagarsi dell’epidemia, ma come abbiamo sopra esposto per vincere le epidemie al primo punto abbiamo: “essere preparati prima dell’arrivo del primo caso con tutto quanto è necessario per agire prontamente”; tutto ciò è stato prontamente fatto? Le aziende si sono attivate in tempi congrui per approvvigionarsi per sopperire all’arrivo dell’epidemia?”

 

“Per quanto sopra, per evitare efficacemente e celermente il diffondersi del virus, che è bene ribadire è subdolo e molto contagioso anche in persone asintomatiche, per l’importante fine di garantire la sicurezza degli operatori e quindi la loro disponibilità a poter continuare il loro lavoro, chiediamo di dotare di mascherine FFP2 e FFP3 e di occhiali protettivi tutto il personale sanitario operante nelle strutture Campane.

Chiediamo quindi di scrivere un nuovo protocollo aumentando i livelli di protezione e adoperarsi seriamente per avere i DPI in quantità adeguate. Solo un’azione forte e congiunta potrà evitare l’espandersi del virus e sconfiggere definitivamente la sua minaccia. Si chiede quindi a ognuno per le proprie competenze di prendere i dovuti provvedimenti”.

 

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