?Morte di Simon Gautier: la Procura chiede l’archiviazione del caso

Si avvia alla conclusione l’indagine sulla morte di Simon Gautier, lo sfortunato escursionista francese morto dopo essere precipitato in un crepaccio in località Ciolandrea, nel Comune di San Giovanni a Piro. I fatti risalgono alla
scorsa estate. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, e il PM Luigi Spedaliere hanno infatti presentato richiesta di archiviazione. La famiglia del giovane, tramite l’avvocato Maurizio Sica, ha però
presentato ricorso.

A finire sotto accusa erano stati fin da subito i soccorsi: Simon Gautier scomparve il 9 agosto del 2019. Si incamminò a piedi dalla stazione di Policastro lungo un sentiero, ma qualcosa andò storto e precipitò in un crepaccio ferendosi gravemente agli
arti inferiori e subendo uno shock emorragico. Subito dopo la caduta il giovane contattò il 112 e il 118 non riuscendo però a dare specifiche indicazioni sul luogo in cui si trovava.

Scattarono così le ricerche che permisero di trovarlo soltanto alcuni giorni dopo la scomparsa, ormai privo di vita. Se i soccorsi fossero stati più celeri il 27enne si sarebbe potuto salvare? Questa la domanda che la famiglia si è posta e che ha
portato all’avvio dell’indagine. Secondo gli inquirenti, però, non ci sarebbero responsabilità. Nella richiesta di archivizione, infatti, sottolineano come il giovane sia deceduto pochi minuti dopo la caduta e la chiamata ai soccorsi, a causa di una
grave frattura riportata agli arti inferiori.

Inoltre, viste le scarse indicazioni fornite dalla vittima, sarebbe stato difficile riuscire a localizzarlo, anche a causa di problemi di connessione internet. A peggiorare la situazione la morfologia del territorio. Insomma una serie di circostanze
che hanno impedito di trovare il giovane in tempi brevi; ma al contempo sarebbe stato difficile, se non impossibile, ritrovarlo in vita considerato che il decesso è avvenuto poco dopo la caduta. Queste tesi, però, non trovano d’accordo la famiglia del
giovane.

Secondo il legale Maurizio Sica, infatti, dai primi dati acquisiti dai ricercatori, sarebbe stato possibile avere dati preziosi per individuarlo: si sapeva che era partito da Policastro in direzione Napoli e che era caduto da un’altezza che permetteva
di guardare il mare, come da lui stesso comunicato al 118. Invece le ricerche si sono concentrate anche in zone distanti dal ritrovamento. Secondo l’avvocato Sica, inoltre, anche l’operatrice del 118 avrebbe dovuto chiedere maggiori informazioni al
giovane durante la telefonata in modo da avere elementi utili a individuare il luogo in cui si trovava; ma dubbi ci sono anche sulla “la tardiva comunicazione e valutazione dei dati forniti da Simon” e “l’omissione dell’invio dell’elicottero sul luogo
indicato” dall’scursionista francese. Questi sarebbero gli elementi da chiarire secondo il legale della famiglia che ho così chiesto di non archiviare il procedimento.

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