Coronavirus, De Luca: «Attesi tremila contagi, stop cantieri e chiuse attività non essenziali in 550 Comuni»

Emergenza Coronarivus: «Io sono per chiudere tutto e militarizzare l’Italia». Lo dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che aggiunge: «La penso diversamente dal governo nazionale, mezze misure non risolvono il problema ma finiscono per aggravare le condizioni di vita dei cittadini». «L’Italia si rivela il paese del mezzo mezzo e del fare finta», ha aggiunto. E annuncia in diretta Fb due ordinanze «in via di definizione: la prima prevede la chiusura di tutti i cantieri salvo quelli legati alle attività pubbliche e a quelle sanitarie. L’altra impone l’interruzione delle attività di 550 comuni, tranne per i servizi essenziali».

E ancora: «Più facciamo gli imbecilli più questo calvario durerà mesi. Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i carabinieri con il lanciafiamme se la fate..». Da qui l’appello: «Manteniamo la distanza». «Oggi siamo a 750 contagi e 79 persone ricoverate in terapia intensiva. La previsione dei nostri tecnici è che entro il 29 marzo saremo a 1500 contagi, entro inizio aprile avremo 3mila persone positive contagiate e 140 persone in condizione da richiedere un ricovero in terapia intensiva. Su una popolazione di 6 milioni di abitanti sono dati che rappresentano un problema gestibile, ma se abbiamo comportamenti irresponsabili, se costruisci e altri demoliscono dietro te il problema rischia di diventare drammatico».

Bisogna assicurare «il massimo di tutela più che per i malati per i medici e per gli infermieri», aggiunge De Luca. «Se arriviamo non all’8 per cento ma 20-30 per cento dei contagi tra il personale medico salta tutto». 
C’è stato un aumento dei contagi in Campania per diverse ragioni: «per il ritorno dei cittadini dal nord ma anche per l’inciviltà, irresponsabilità e bestialità di componenti rilevanti della nostra società. Se continua questo andazzo, conteremo i morti e rischiamo di non avere posti per ospitare i vostri padri e le vostre madri». 

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