L’AUTOVELOX DI AGROPOLI TRA MITO E REALTÀ LE MULTE COME TASSE SUI PENDOLARI

Il Senatore Franco Castiello torna sull’autovelox di Agropoli e ribadisce :

Il sindaco di Agropoli mi critica in quanto avrei incautamente affermato che l’autovelox posto dal Comune di Agropoli al km 103+550 della strada Cilentana è privo dell’autorizzazione dell’Anas e le multe sono illegittime. È mia abitudine documentarmi prima di parlare. È chiara la risposta fornita dall’Anas a uno degli innumerevoli utenti colpiti dalle salate multe, occultandone il nome nel rispetto della normativa che garantisce la privacy.

A tutt’oggi l’Anas non ha preso alcuna decisione, non essendo stato ancora eseguito il sopralluogo che dovrà essere realizzato con l’intervento dei rappresentanti del comune di Agropoli e dell’Anas stessa.

L’animosità con la quale il sindaco di Agropoli difende il suo autovelox fino a negare l’evidenza documentale rende legittimo il dubbio che tale apparecchio operi soprattutto a vantaggio delle casse comunali, aiutando a risolvere problemi di bilancio. “A pensar male degli altri” – come diceva Andreotti – “si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.

Sarebbe utile controllare il bilancio di previsione per riscontrare l’entità delle somme che il Comune conta di incassare per merito del mitico apparecchio, produttore di cospicue e provvide entrate. Ma sarebbe anche utile ascoltare cosa ne pensano i numerosi pendolari che transitano per la Cilentana per esigenze di lavoro, i quali, dimenticando per un attimo di tenere gli occhi incollati sul contachilometri e superando, pur solo di qualche chilometro, il limite di velocità, si vedono notificare salatissime multe nelle quali si disperde gran parte del proprio salario. Più di uno di essi mi ha chiesto di approfondire ulteriormente la questione sotto il profilo tecnico-giuridico.

Ecco uno stralcio delle risultanze degli approfondimenti eseguiti.

Al Catasto Terreni l’autovelox risulta insistere sulla particella 600 del foglio 16 del Comune di Agropoli, attualmente intestata ad un privato. La stessa Anas, in occasione della richiesta di acquisizione documentale trasmessa alla Provincia di Salerno, ha verificato che non sono individuabili i confini catastali del tracciato stradale, pertanto dovrà caricarsi anche della questione relativa all’accatastamento e al frazionamento non attuato dal precedente gestore. Solo in tal modo si potranno definire in modo univoco le distanze obbligatorie per l’installazione di segnaletica verticale ed orizzontale e dell’autovelox.

Le distanze che cita il Sindaco Coppola non risultano, allo stato, riscontrabili. Appare superfluo, quindi, sottolineare che la proprietà vantata dal comune di Agropoli in merito all’autovelox attualmente posizionato su particella intestata a un privato è oggetto di affermazione che appare insostenibile.

L’autovelox, così come tutta la segnaletica verticale e orizzontale, dovranno rispettare per forma e sostanza tutte le norme del nuovo Codice della Strada e del Codice Civile che dettano cogenti prescrizioni circa le modalità di installazione delle apparecchiature utili alla sicurezza stradale.

Per ciò che attiene, inoltre, alle distanze minime e alla tolleranza rispetto al limite di velocità bisognerà osservare l’obbligo di adeguato anticipo della segnalazione dell’autovelox rispetto al luogo del rilevamento della velocità, in modo da garantirne il tempestivo avvistamento. Inoltre occorrerà mettere in sicurezza la barriera che protegge gli automobilisti da eventuali impatti col palo di sostegno dell’autovelox. Quella attuale è fuorilegge.

Per ciò che riguarda, invece, la direttiva “Minniti” citata dal Sindaco, andrebbe ricordato che l’autovelox, prima di essere messo in uso, occorre che sia omologato e tarato. La taratura deve essere effettuata almeno una volta all’anno, come previsto dal libretto di istruzioni dell’apparecchio, di cui sto acquisendo riscontro documentale. Infine, alla taratura segue la verifica di funzionalità che va eseguita anche dall’organo di Polizia, prima dell’uso su strada. Quel che più conta è che, sempre secondo la direttiva “Minniti” l’autovelox non può essere utilizzato per un uso distorto, qual è quello di fare cassa.

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