Bonomo, il pm cilentano che ha ottenuto l’ergastolo per il killer di Brescia

La corte d’Assise di Brescia ha condannato all’ergastolo senza attenuanti Abdelmijid El Biti che, secondo la sentenza, uccise la moglie per poi nasconderne il corpo in un sacco. Il cadavere della donna non è mai stato ritrovato.

A riprendere l’uomo sono state le telecamere di videosorveglianza di un bar vicino al luogo del presunto femminicidio. Dato però il mancato ritrovamento del corpo della donna, il legale di Abdelmijid aveva chiesto l’assoluzione per il suo assistito.

Aveva infatti addotto la possibilità che costui avesse deciso di allontanarsi e abbandonare i figli piccoli. La Corte l’ha invece ritenuto colpevole di omicidio premeditato aggravato, sottrazione e distruzione di cadavere e atti persecutori. E ancora, maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della figlia.

Le indagini sono state coordinate dal Pubblico Ministero Mariacristina Bonomo di Sanza. Il magistrato svolge funzioni a Brescia da due anni, dopo aver svolto il tirocinio presso la Procura della Repubblica di Roma.

Laureata alla Luiss Guido Carli col massimo dei voti, ha conseguito anche un Dottorato di Ricerca. Dopo un’esperienza formativa a Washington D.C. e dopo aver lavorato presso un noto studio legale tedesco nella Capitale, ha intrapreso la formazione per accedere alla carriera di magistrato. Superato il concorso al primo tentativo, ha iniziato la carriera da Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

Dopo sei mesi dall’aver preso funzioni, Mariacristina Bonomo si è confrontata con un’indagine che, partita dalla scomparsa di una donna, si è rivelata – secondo l’accusa – un omicidio in cui il corpo della vittima non è stato mai rinvenuto. Innanzi alla Corte d’Assise di Brescia ha esposto la sua requisitoria che ha convinto sia i giudici popolari che togati.

Ludovico D’Alessandro

 

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