Giorgia, i genitori a scuola della figlia: ragazzi parlate, non tenetevi tutto dentro

“Ragazzi non tenetevi tutto dentro, parlate con i vostri genitori. Chiedete aiuto se neavete bisogno”.  A stento tra le lacrime i genitori di Giorgia Saja sono riusciti a parlare agli studenti dell’istituto Enrico Cenni di Vallo della Lucania. A meno di dieci giorni dalla morte del loro angelo sono voluti entrare nella scuola frequentata da Giorgia. La 15enne si è tolta la vita alla stazione ferroviaria di Agropoli Castellabate. Voleva raggiungere il suo amore Antonio morto suicida due mesi fa. “Non ce la faccio più a vivere – ripeteva  – devo andare da lui, devo andare a fargli compagnia”.  Venerdì 25 ottobre è arrivata alla stazione intorno alla 12, tre ore dopo si è tolta la vita. Si è sdraiata sui binari ed ha atteso l’arrivo del treno. Una morte straziante. I familiari distrutti dal dolore vogliono ora  parlare a tutti  i giovani che stanno soffrendoe non hanno la forza e il coraggio di parlare e chiedere aiuto. La morte di Giorgia deve far rifletteree non deve essere una sconfitta. “Non è con la morte che si risolvono i problemi”. Venerdì mattina nell’aula magna del Cenni le loro parole hanno toccato i cuori dei tanti ragazzi presenti. Giorgia era una di loro, fino a due mesi fa aveva tanta voglia di vivere. I genitori hanno voluto ricordarla portando foto e video di Giorgia. Il suo sorriso, i suoi grandi occhi hanno accompagnato le parole strazianti della mamma e del papà. In prima i compagni di classe poi altri studenti.

Dinanzi a loro due  persone distrutte dal dolore ma desiderose di parlare ai loro cuori.  “quando avete un problema, di qualsiasi tipo parlatene, con i genitori, con i professori , gli amici. Non chiudetevi e non tenetevi dentro i problemi”. Il papà non é riuscito a trattenere le lacrime. A singhiozzo ha lasciato la sala. La sua vita e quella di sua moglie non potrà mai più essere la stessa. Il distacco dalla loro Giorgia é stato così atroce e violento. La 15enne  soffrivatroppo per la perdita del fidanzato, Antonio Lorenzo D’Amico, suicidatosi lo scorso luglio a 22 anni. Un colpo troppo duro e grande da superare per una giovane ragazza, nonostante il calore e la presenza di una famiglia unita e numerosa. Il suo gesto estremoè quindi stato fatto per amore, con la speranzache, forse, nell’aldilà avrebbe rincontrato Antonio per sempre. “Ci eravamo resi conto che stava male – racconta il nonno Pietro Carracino – ma non avremmo mai immaginato che potesse arrivare a togliersi la vita. Abbiamo cercato di aiutarla, i genitori l’hanno portata anche da una psicologa. Le stavamo tutti vicino. Giorgia era la seconda di sette nipoti. “Era una brava ragazza – racconta il nonno – insieme al fratello ci hanno regalato tante gioie. È cambiata dopo la morte del fidanzato”. In pochi sapevano della storia tra Giorgia e Antonio. Gli stessi familiari ne sapevano poco. Poi il dramma di Antonio. Quando il 22enne si è tolto la vita, sparandosi al poligono di Eboli,  ha lasciato una lettera chiedendo alla famiglia di far arrivare a Giorgia alcuni suoi oggetti personali tra cui una collanina. Giorgia   giovedì, quindi il giorno prima di gettarsi sotto al treno alla stazione di Agropoli, ha restituito la collanina e gli altri oggetti alla famiglia di Antonio “Sono vostri – avrebbe detto – non mi servono più”. La quindicenne aveva già in programma di togliersi la vita.

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