Camerota, la Cassazione accoglie il ricorso di Romano

Arresti per corruzione a Camerota. Nella giornata di ieri la sesta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Marco Fimiani, annullando per  Antonio Romano  l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva confermato l’ordinanza applicativa della misura cautelare personale del Gip del Tribunale di Vallo della Lucania nei confronti dell’ex sindaco di Camerota. Ora bisognerà aspettare la rideterminazione del Riesame di Salerno, che dovrà attenersi a quanto precisato dalla Cassazione. Ancora non sono state rese note le motivazione della sentenza, probabilmente  la Cassazione ha annullato sotto il profilo dell’attualità la misura cautelare. L’ex primo cittadino è finito agli arresti domiciliari a seguito del blitz eseguito nel mese di maggio. I carabinieri del comando provinciale e della Compagnia di Sapri, in collaborazione con i militari della stazione di Camerota eseguirono  12 misure cautelari e, contestualmente, 19 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di soggetti facenti parte dell’amministrazione comunale di Camerota. Dalle prove acquisite e dal contenuto delle conversazioni acquisite grazie alle intercettazioni per gli inquirenti sarebbe emersa l’esistenza di un “collaudato sistema criminale” basato su logiche affarische e clientelare, funzionale alla spartizione illecita degli appalti a favore di imprenditori amici in un circolo vizioso ed impenetrabile i cui partecipi prosperavano a tutti discapito dell’efficienza, trasparenza e buona organizzazione dell’azione amministrativa. A finire nei guai insieme a Romano anche l’ex sindaco Antonio Troccoli e il figlio Ciro già  assessore del comune di Camerota.

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