Sacro Monte di Novi Velia: domani la chiusura dopo 4 mesi di polemiche

Strada chiusa dalla scorsa primavera, drastica riduzione di pellegrini al Sacro Monte

Il Santuario fu fondato dai monaci basiliani nel X secolo su un preesistente sito pagano. Il primo documento che ne attesta l’esistenza è del 1131; nel documento si fa riferimento a una Rupis Sanctae Mariae nel feudo di Rofrano. In seguito, il complesso religioso venne ampliato divenendo un vero e proprio santuario, posseduto dal vescovo di Capaccio fino al 1323 anno in cui Riccardo di Marzano, barone di Novi, lo comprò per cederne l’uso alla congregazione dei Celestini di Novi. Nel XVIII secolo, poi, il Santuario ritornò in possesso del vescovado di Capaccio. Nel 1908 ebbero inizio i lavori di ampliamento della chiesa che terminarono dopo nove anni e l’8 settembre 1917 si tenne, appunto, la consacrazione del nuovo edificio. La vetta del Monte Gelbison è meta di pellegrinaggi fin dal 1300 e non mancano leggende che aggiungono fascino a un luogo già suggestivo di per sè.

La tradizione vuole che siano stati proprio i pastori di Novi a fondare il Santuario. Avendo iniziato i lavori di costruzione di un piccolo tempio mariano alle falde del monte e trovando ogni mattina distrutto il lavoro del giorno precedente, i pastori decisero di trascorrere la notte vegliando per capire chi fossero gli autori di quel gesto. Gli uomini avevano portato un agnello per sfamarsi ma, sul punto di essere uccisa, la bestia riuscì a scappare correndo fin sulla vetta del monte dove si arrestò dinnanzi a un muro che ostruiva l’ingresso in una grotta in cui i pastori scorsero l’effigie della Madonna. Avvisato dell’accaduto, il vescovo di Capaccio si recò personalmente sul monte per verificare quanto raccontato dai pastori e, nel momento in cui impose le mani per benedire la grotta, si udì una voce dall’alto che diceva: “Questo luogo è santo ed è stato consacrato dagli Angeli”.

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