La ribellione sociale nei racconti di Francesca Schiavo Rappo illustrati nel suo libro da Cristiana Nasta

Si intitola “La compagnia della Tèpa” e porta la firma di una giovane scrittrice cilentana. Dodici racconti per dodici personaggi, dodici atti di protesta, dodici gesti d’amore. “La compagnia della Tèpa. Dodici atti di vandalismo sociale racconta il dolore e lo smarrimento che segue all’incontro – scontro dell’individuo con la realtà, con l’approssimazione con cui la società tratta delle fragilità umane, con il materialismo del contemporane e con il lutto e la perdita, vissuta anzitutto come quella perdita del sé inevitabile che si verifica quando l’altro, oggetto e soggetto di una relazione di reciprocità, diventa estraneo o straniero. Il rapporto con l’alterità è trattato anche nei suoi aspetti ambientalisti. Il mondo è la terra e la sua distruzione ad opera dell’uomo una certezza.
Due racconti speculari aprono e chiudono la raccolta, funzionando da parentesi all’interno dei quali possono consumarsi gli atti di vandalismo sociale di tutti i protagonisti, “quei protagonisti a cui spetta il compito di ridefinire lo spazio della distopia” come afferma Francesca, di cui si riporta qualche nota biografica, accanto a quella di Cristiana Nasta.
Francesca Schiavo Rappo nasce a Battipaglia nel 1984. Vive nel comune di Stella Cilento (SA), dove si occupa, tra le varie cose, di promozione culturale, poesia e scrittura, partecipando ad eventi e presentazioni letterarie in qualità di voce commento e dicitrice. Negli anni ha partecipato alla rassegna MarteLive, classificandosi tra i finalisti nella sezione poesia, ha pubblicato un racconto sulla rivista “Racconti senza linea” e preso parte al festival per artisti di strada Mojoca e alla manifestazione Balconica. Nel 2018 è in finale nelle selezioni regionali di “Sputa il rospo”, poetry slam organizzato da Caspar Campania, e di recente si è aggiudicata il premio “Opera prima” di AVeditoria per la sezione poesia con la silloge “Il primo uomo del nuovo mondo”.

Cristiana Nasta, anche lei di origini cilentane. Cristiana, negli anni espone i suoi lavori in varie rassegne d’arte del territorio, presso i centri culturali “Vico Sound” di Vallo della Lucania, Cantina dell’arte (Avellino), Ambarabà (Agropoli), Castello dei Principi Capano (Pollica), Palazzo Ricci (Ascea), e all’Università degli studi di Fisciano (SA), in bilico fra dipinti a olio e disegni.

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