FOTO. L’ultimo saluto ad Angelo: l’abbraccio della Città di Vallo. Il sindaco: mai più simili tragedie

La piccola bara bianca ai piedi della Madonna delle Grazie in una chiesa gremita di gente. Un silenzio pregno di dolore per il piccolo Angelo. L’intera comunità di Vallo della Lucania s i è stretta attorno al bimbo nato nell’abitazione di Angellara per l’ultimo saluto. Angelo ha visto la luce solo per pochi attimi. Una storia drammatica che ha sconvolto la città di Vallo. I funerali voluti dal sindaco Antonio Aloia sono stati celebrati questa mattina nel Santuario della Madonna delle Grazie. Il carro funebre dell’agenzia Gelbison è arrivato puntuale dinanzi alla Chiesa. Ad attenderlo il sindaco, altri amministratori, il parroco Don Aniello Adinolfi e tanti cittadini. “Affidiamo Angelo – le parole di Don Aniello – alla mamma celeste, la mamma di tutte le creature” . Il parroco si è unito alle parole del Vescovo parlando di una profonda tristezza e di un dolore immane”. “La morte del piccolo “Angelo”, non deve essere invana, deve essere da lezione a tutta la comunità ed amplificare quella che è la ricezione degli eventuali disagi della nostra società”. Le parole del sindaco di Vallo della Lucania Antonio Aloia che insieme al parroco Don Aniello Adinolfi ha scelto il nome della “creatura” venuta al mondo martedì sera nell’abitazione di Angellara. Un maschietto vittima di un atroce destino. Ha visto la luce per pochi attimi poi è morto per le gravi ferite riportate alla testa e alle ossa. La mamma Olga Iacob subito dopo il parto lo ha nascosto ancora insanguinato in una valigia. Il primo cittadino Aloia a fatica riesce a trovare le parole giuste. Una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità. Tanti i punti interrogativi. Perché la trentenne non ha chiesto aiuto? Perché non si è affidata alla cure dei sanitari dell’ospedale San Luca dove avrebbe potuto partorire in anonimato? Tanti perché che oggi lasciano solo l’amaro in bocca e un profondo senso di vuoto. Qualsiasi risposta ora sarebbe inutile a salvare la vita ad Angelo. La sua morte però può salvare altre vite. “Queste tragedie non devono più accadere – ribadisce Aloia – sconvolgono tutti, proprio per questo il dramma di Angelo ci sia da insegnamento” . Il primo cittadino, come tutti, cerca di capite che cosa sia potuto accadere martedì sera nell’abitazione di Angellara e se qualcosa in più per aiutare la donna poteva essere fatto. “Noi ce la mettiamo tutta come amministrazione – dice – abbiamo assistenti sociali e sociologi. Ma se un eventuale disagio resta inespresso o chiuso all’interno di una casa o all’interno della persona che sofffre é difficile poi andarlo a registrare e colmare il vuoto che probabilmte c’è stato dietro alla tragedia di Angellara”. Olga di origine moldava era arrivata da pochi mesi, era già incinta, parla poco la lingua italiana. Usciva raramente di casa. Lavorava come badante presso una nota famiglia. Ad Angellara in pochi la conoscono. Una persona sola che non ha avuto il coraggio e la forza di chiedere aiuto.
Il feretro sarà sepolto nella Cappella di Pantaleo Cerbone la cui famiglia ha dato la propria disponibilità ad accogliere il piccolo Angelo. “Sono certo – ha ribadito Don Aniello che non resterà mai senza un fiore, mai senza una preghiera”.

 

 

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