Neonato morto, il Vescovo Miniero: una profonda tristezza. Il procuratore Itri : mai vista una situazione così drammatica

La vicenda ha scosso la comunità  locale. La notizia del morte del neonato trovato in una valigia nell’abitazione di Angellara ha lasciato tutto sconvolti. Il procuratore Paolo Itri che sta seguendo le indagini “una situazione di un profonda tristezza, in 28 anni di lavoro non ho mai assistito ad un dramma simile”. Sconcerto ma anche incredulità la reazione di tutti. “Non riusciamo a crederci – le parole di un vicino di casa – della ragazza sappiamo ben poco – è alquanto introversa e taciturna”. In paese infatti in pochi conoscono la ragazza moldava. Usciva poco di casa e quando capitava non parlava quasi con nessuno. “Siamo sconvolti – le parole del consigliere comunale Piero Matonte che abita nella frazione Angellara, una tragedia che non ha spiegazioni. Conosciamo poco la donna. Non riusciamo a capire cosa sia potuto accadere”. Sulla vicenda toccanti le parole del Vescovo della Diocesi di Vallo, Ciro Miniero “Ho provato una profonda tristezza quando ho appreso della notizia. Un dramma che ci deve far riflettere. Dobbiamo fare qualcosa in più per informare queste donne sulle leggi dello stato che tutelano le mamme che non possono prendersi cura delle proprie creature. L’episodio coinvolge una ragazza giovane, probabilmente si è vista sola. Chissà cosa ha pensato. Forse non possiamo capire la tristezza e la solitudine che vivono queste ragazze. Restiamo disarmato dinanzi a fatti del genere ed è nostro computo capirne le motivazioni anche se drammi del genere possono non avere motivazioni comprensibili. Il gesto di questa mamma ci rivela un vuoto o una ricerca di aiuto. Queste donne non sanno dove aggrapparsi. Il cuore di una mamma dovrebbe vibrare di gioia dinanzi alla nascita di una creatura, in questo caso ha provato abbandono e tristezza. Probabilmente queste donne che arrivano da noi per lavorare non si sanno a chi rivolgersi, ed è in questa direzione che noi dobbiamo e possiamo fare qualcosa in più. Ci sono le leggi dello Stato che le tutelano”.

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