Padre Francesco, da Vallo della Lucania al Bangladesh per servire i poveri: “Nei loro occhi vedo Dio”

Dal Cilento alle periferie del mondo per annunciare Cristo: è la storia, la vita toccante di un missionario vallese, Padre Francesco Rizzo, che da Vallo della Lucania si è spinto in Bangladesh per annunciare Cristo, per vedere negli occhi dei poveri il vero volto di Dio, così come scritto nei Vangeli: “Ogni volta che avrete dato da mangiare, da bere a uno dei miei figli avrete incontrato me”. E ancora “Siate il sale della Terra!”, un monito, un invito, una vocazione ad una vita spesa per il prossimo, all’insegna di ciò che ci rende “beati”, come Padre Francesco scrive nel suo blog, di cui riportiamo il testo: “Nei villaggi immersi nel mare verde delle piantagioni di tè (in bengalese “cià bagan”), dove vivono i lavoratori del tè, i “bagani”, o nei “punjee” sulle colline in mezzo ai boschi di palme e alberi frondosi, qui nella regione di Sylhet, si trovano le comunità cristiane. Visitarle significa incontrare gli amici di Gesù. Sono quelli che Gesù chiama beati. Sono i suoi poveri. Dal Seminario di Giashnogor, dove vivo, quasi tutte le settimane riesco ad andare in quelle comunità, ogni volta in un posto diverso. Una o due ore di viaggio, parte nelle ape-car chiamate “C.N.G.” (in realtà è il nome del carburante che utilizzano, dall’inglese “compressed natural gas”), parte a piedi, ed ecco, sto prendendo il tè con loro. Varie tazze di tè…, una in ogni casa!Le loro umili case si aprono alla visita del sacerdote, che è lo stesso Gesù che viene, mangia con loro, è uno di loro.Così non è raro trovare in quelle pareti fatte di terra, accanto all’immagine del Sacro Cuore di Gesù o della Madonna, anche la foto di padre Lehan, il missionario statunitense che per cinquantanni ha evangelizzato queste terre. Questa è la missione: l’inviato e Colui che invia giungono ad essere la stessa cosa. E gli amici di Gesù lo sanno bene”. Questi ambienti ci ricordano la generosità dei nostri nonni, ammantati dalla miseria e che nonostante ciò non smettevano mai di aprire le porte delle loro case e il proprio cuore.

Nello Amato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *